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	<title>Tutele Patrimoniali Blog</title>
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	<description>Il network interprofessionale in materia di patrimonio</description>
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		<title>GLI STRUMENTI PER LA PROTEZIONE DEL PATRIMONIO. GUIDA COMPLETA.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 20:34:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PROTEZIONE PATRIMONIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La programmazione e la pianificazione, sono i migliori strumenti per proteggere il proprio patrimonio. Sovente si tende ad identificare in uno specifico istituto giuridico, lo strumento ideale per la protezione del patrimonio. In realtà, a prescindere da cosa si sceglie, la programmazione e &#8220;l&#8217;agire per tempo&#8221;,  assumono un ruolo determinante. Inoltre, qualsiasi intervento sul patrimonio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em>La programmazione e la pianificazione, sono i migliori strumenti per proteggere il proprio patrimonio.</em></strong></p></blockquote>
<p>Sovente si tende ad identificare in uno specifico istituto giuridico, lo strumento ideale per la protezione del patrimonio. In realtà, a prescindere da cosa si sceglie, la programmazione e &#8220;l&#8217;agire per tempo&#8221;,  assumono un ruolo determinante. Inoltre, qualsiasi intervento sul patrimonio deve essere coordinato. L’ attività dei professionisti legali è spesso affiancata a quella degli esperti di altri settori, al fine di ridurre il più possibile gli effetti spiacevoli che una pur corretta consulenza in quella materia, possa avere in campo fiscale o finanziario. Indispensabili saranno anche le perizie di stima dei consulenti tecnici, ingegneri, agronomi&#8230;, le quali conferiranno maggior solidità alle scelte fatte in campo fiscale o legale.</p>
<blockquote><p><strong><em>La legge italiana e la protezione del patrimonio.</em></strong></p></blockquote>
<p>Innanzitutto è bene chiarire che una protezione  del patrimonio in sé, non esiste  nell’ordinamento giuridico italiano. Gli istituti segregativi previsti o recepiti dal nostro nostro sistema  legislativo, comportano  la segregazione del patrimonio solo in funzione del raggiungimento di uno scopo meritevole di tutela, ad esempio quello di curare gli interessi di un figlio disabile o di tutelare il futuro di un gruppo di eredi.  In nessun caso viene ammessa tout court  la salvaguardia del patrimonio del debitore nei confronti dei suoi creditori legittimi.</p>
<p>Inoltre,  esiste un favore legislativo verso i creditori. Tale vantaggio sancito dall’art. 2740 del Codice Civile, è ora stigmatizzato dalla modifica all’Art.2929-bis, introdotta  con la legge 132/2015,  che concede al creditore, munito di titolo esecutivo,  l’esecuzione forzata  sui beni oggetto di atti di donazione o di segregazione  entro un anno dalla loro trascrizione, senza nemmeno procedere alla revoca degli atti stessi.</p>
<p>Quanto sopra premesso, è d’obbligo per ribadire ancora una volta che ciò che conta è <strong>&#8220;agire per tempo&#8221;</strong>, proprio in quei  momenti, in cui tutto sembra andare per il meglio, adottando un <strong>comportamento giuridicamente previdente</strong>, che spesso si concretizza in una serie di disposizioni, da adottarsi nel corso della vita, e che  si combinano fra di loro, quali il testamento, l&#8217;istituzione di vincoli, il patto di famiglia, le polizze assicurative, particolari clausole statutarie nelle società ecc… che daranno il loro contributo nel momento del bisogno. Prevenire e contattare in anticipo  un professionista sono  sicuramente le armi migliori al fine di tutelare al meglio il proprio patrimonio.</p>
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<blockquote><p><strong><em>Gli strumenti per la protezione del patrimonio in Italia. Un lungo elenco.</em></strong></p></blockquote>
<p>La protezione del patrimonio può interessare solo la sfera privata o familiare, ad esempio quando si istituisce un trust. Per contro essa, può riguardare un intera collettività, quando si opera nel terzo settore con una fondazione, per perseguire un pubblico interesse. I molteplici strumenti per la protezione del patrimonio possono risolversi nell&#8217;adozione di singoli atti giuridici da parte di privati.  Diversamente essi possono essere presi in combinazione tra loro (ad esempio un trust istituito a seguito di un testamento). Eccone una nutrita panoramica:</p>
<p><strong>IL TESTAMENTO</strong></p>
<p>Il testamento è un atto unilaterale, redatto con atto pubblico oppure olografo, scritto dallo stesso disponente. Può essere segreto e revocabile in qualsiasi momento, sostituendolo con uno riportante data successiva. Con il testamento è possibile disporre dal 25 al 100% dell’attivo oggetto della successione. Nel testamento è possibile prevedere <strong>un legato, </strong>ovvero un singolo bene a favore di un erede anche conferito in sostituzione della quota legittima (Art.551 C.C.). Il testamento è utilissimo per <strong>prevenire e redimere le possibili controversie fra gli eredi</strong>.</p>
<p>Il testamento può prevedere altresì l’istituzione di un <strong>Trust Testamentario</strong>, con un trustee che diverrà beneficiario dell’eredità alla morte del de cuius, il quale potrà così dare un assetto al proprio patrimonio per il periodo successivo alla sua morte. l trustee dovrà amministrare i beni a favore degli eredi designati secondo le finalità indicate nell’atto istitutivo del trust. I beni saranno quindi tutelati e al riparo delle pretese dei creditori personali dei beneficiari.</p>
<p>Redigere un testamento per tempo, consente di pianificare la successione ed evitare di mettere i risparmi di una vita nelle mani di chi non se li merita, o di chi potrebbe metterli a rischio in futuro. Se non si fa nulla intervengono le successioni <strong>ex lege</strong>, ed i legittimari (il coniuge, i figli e gli ascendenti) erediteranno, oltre alla legittima, l’intero patrimonio, con buona pace di tutti.</p>
<p><strong>LA FONDAZIONE</strong></p>
<p><span class="dropcap">E’</span> il tipico strumento, che il nostro ordinamento mette a disposizione, al fine di vincolare un patrimonio ad uno specifico scopo. Oggi, nonostante il trust le abbia sottratto molto spazio, la fondazione é<a name="_GoBack"></a> particolarmente indicata per perseguire fini di pubblica utilità, specie nel terzo settore. In quell&#8217;ambito, vista la presenza di numerosi volontari che prestano il loro lavoro gratuitamente, essa sta avendo nuova diffusione. E&#8217;regolata, nel Capo II del Codice Civile e dall&#8217;art.20 e successivi del D.Lgs 117 del 2017.</p>
<p>Il riconoscimento pubblico conferisce <strong>personalità giuridica</strong> alla fondazione, limitando la responsabilità degli amministratori. Rispetto all’associazione (riconosciuta o non) a prevalere non è l’elemento umano, ma quello patrimoniale. E’il Consiglio di Amministrazione l’organo principale, che la guida e ne approva il bilancio in piena autonomia. Unico limite è l’effettivo perseguimento degli scopi, per i quali essa è stata riconosciuta.</p>
<p>Il patrimonio così destinato, sarà vincolato al perseguimento dello scopo sancito nello statuto. <strong>Esso si preserverà nel tempo e resterà separato sia dal patrimonio dei disponenti che da quello degli amministratori.</strong> La fondazione può essere costituita anche con testamento. I nostri professionisti hanno consolidata esperienza nella costituzione di questi enti o nella  trasformazione di associazioni che vogliano proteggere i loro beni destinandoli a scopi di pubblica utilità.</p>
<p><strong>IL VINCOLO DI DESTINAZIONE</strong></p>
<p><span class="dropcap">E’</span> un istituto previsto dal nostro Codice Civile sebbene atipico, ovvero senza un contenuto predefinito dalla legge, che impone solo la forma scritta. Ciò consente un’ampia libertà di costruzione da parte del cliente, che può utilizzarlo per le più disparate finalità, purché considerate meritevoli di tutela da parte del nostro ordinamento. In tal caso, se adottato con atto pubblico e trascritto, <strong>costituisce un vincolo opponibile ai terzi, preservando da questi i beni vincolati.</strong> E possibile utilizzarlo anche per un tempo limitato e per beni specifici ed è molto più versatile di altri strumenti per la protezione del patrimonio. E’ particolarmente indicato per le convivenze e i patti di convivenza, ma anche in caso di separazione o divorzio, in funzione di garanzia delle obbligazioni post matrimoniali.</p>
<p><strong>IL FONDO PATRIMONIALE</strong></p>
<p><span class="dropcap">E’ </span>stato uno dei principali strumenti per la protezione del patrimonio familiare ed è utilizzabile, al momento, esclusivamente dalle famiglie legittime. <strong>Lo scopo è quello di destinare determinati beni, al soddisfacimento dei bisogni del nucleo familiare.</strong> Questi possono essere aggrediti solo in virtù del mancato soddisfacimento di obbligazioni contratte per conto della famiglia. Il fondo patrimoniale avrà efficacia verso i terzi soltanto previa annotazione dello stesso a margine dell’atto di matrimonio. Il fondo patrimoniale, avrà termine con il dissolversi del rapporto matrimoniale, ovvero con la morte di uno dei due coniugi.</p>
<p>La recente giurisprudenza ha tuttavia diminuito di molto la portata di questo istituto, in particolare a seguito di alcune sentenze della Corte di Cassazione, che hanno considerato pignorabili i beni confluiti nel fondo per debiti effettuati al fine di soddisfare i bisogni della Famiglia, i quali col passare del tempo sono divenuti sempre più numerosi. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’articolo 170 c.c. esclude la pignorabilità dei beni del “fondo” laddove il contribuente dimostri, mediante presunzioni semplici,  <em>a</em>) l’estraneità del debito ai bisogni della famiglia; <em>b</em>) la consapevolezza di tale estraneità da parte del creditore; <em>c</em>) l’istituzione del “fondo patrimoniale” in momento antecedente all’insorgenza del debito.</p>
<p><strong>LA POLIZZA ASSICURATIVA</strong></p>
<p><span class="dropcap">R</span>appresenta  un efficace strumento per pianificare la successione. E’ redatta in alternativa o ad integrazione del testamento, in concomitanza oppure  successivamente alla sua stesura. Può  favorire soggetti specifici, pur nel rispetto della quota di legittima spettante agli altri eredi. La polizza vita, con alto contenuto previdenziale, svolge una duplice funzione: <strong>quella di assicurare l’erede e di garantirgli un sostentamento, nonché quella di metterlo al riparo da improvvise imposte di successione non pianificate.</strong> Se non stipulata in danno ai creditori, le somme erogate non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare. In ragione della sua natura previdenziale e di risparmio, le somme dovute dall’assicuratore ai beneficiari, sono esenti dalle imposte sui redditi, nonché da quella di successione.</p>
<p>Fra gli strumenti per la protezione del patrimonio, segnaliamo la <strong>polizza unit linked</strong> (ramo III), a natura mista (finanziaria e assicurativa sulla vita), collegata a fondi di investimento o ad altri valori. La presenza di una <strong>congrua</strong> <strong>copertura per rischio demografico</strong> (es. morte) a carico dell’assicuratore, legata ad un accadimento della vita umana, le consente di qualificarsi come polizze vita. Questo anche se la componente finanziaria é prevalente (Cass. 6319/2019). La tassazione, ai sensi dell&#8217;art.44 del TUIR, avverrà solo sulla differenza tra i premi pagati e l&#8217;ammontare percepito dai beneficiari.</p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/polizze-unit-linked-estere-tassazione-verso-i-residenti-in-italia/">Per approfondire vedi: &#8220;Polizze unit linked estere. Tassazione verso i residenti in Italia&#8221;.</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/societa-semplice-la-holding-di-famiglia/">Per maggiori informazioni sull&#8217;argomento si veda: &#8220;Società semplice la holding di famiglia&#8221;.</a></p>
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<p><strong>IL TRUST</strong></p>
<p><span class="dropcap">Il trust é il più noto, fra gli strumenti per la protezione del patrimonio. M</span>utuato dal nostro ordinamento in virtù della sottoscrizione da parte dell’Italia, della Convenzione dell’Aia del 1° luglio 1985, con il Trust intendiamo un atto unilaterale istitutivo di un insieme di rapporti giuridici a favore di uno o più beneficiari, ad esempio un figlio, dei nipoti o un’intera famiglia. Con esso il disponente trasferisce ad un terzo detto Trustee determinati beni, partecpazioni societarie o somme di denaro, affinché questI li utilizzi secondo le disposizioni ed il programma che egli stesso ha inserito nell’atto istitutivo del Trust. Questo è il Trust più comune. E’ poi possibile che il Trust non preveda beneficiari ma venga istituito per il perseguimento di uno scopo, quale la ricerca scientifica o l’assistenza a determinate categorie svantaggiate, oppure per garantire determinate transazioni o a tutela di un gruppo di creditori.</p>
<p>PERCHE’ SI USA E PERCHE’SE NE PARLA<br />
In questi momenti di difficoltà economiche e di incertezza, si parla e si scrive molto sul il Trust. Il fatto è che ha una fama impropria. Spesso associato con la volontà del disponente di non pagare i creditori, è in realtà uno strumento utilizzato nei paesi anglosassoni al fine di GESTIRE AL MEGLIO I BENI DI FAMIGLIA nei confronti di una comunità di beneficiari. Specialmente NEI PASSAGGI GENERAZIONALI, garantisce ai discendenti una gestione unitaria di un patrimonio, in particolare verso chi non sia in grado di amministrarlo.</p>
<p>LA SEGREGAZIONE DEI BENI<br />
Poi certamente ha un effetto collaterale, <strong>quello di rendere il patrimonio conferito in Trust una massa separata</strong> sia dalle proprietà residue del disponente, che da quelle del trustee, pertanto non è aggredibile dai creditori di entrambi. Ciò trae in inganno il grande pubblico che identifica questo istituto come un mezzo di segregazione patrimoniale. In realtà, anche il Trust risponde ai creditori, sebbene solo per i debiti da esso prodotti.</p>
<p>LA LEGGE DEI TRUST<br />
L’Italia, sebbene abbia riconosciuto il trust a seguito della ratifica della Convenzione dell’Aia del 1985, non ha mai adottato una legge organica per la sua disciplina, pertanto in ciascun atto istitutivo di Trust, il disponente dovrà richiamare espressamente la legge straniera applicabile regolatrice dell’atto stesso, a cui ci si dovrà rimettere in caso di controversia. Nel dare attuazione alle disposizioni contenute nell’atto di Trust, il trustee dovrà invece osservare le norme di legge italiane in materia.</p>
<p>LA DURATA DEL TRUST<br />
La durata è determinata dal disponente nell’atto istitutivo del trust, ed il termine deve essere compatibile con la legge straniera a cui il Trust si richiama. Il trust può avere termine a seguito del decorso di un certo numero di anni, ma anche con il verificarsi di un evento, ad esempio la morte di un beneficiario disabile o al conseguimento della maggiore età di un nipote. Al termine il Trustee avrà il compito di trasferire i beni trasferiti in trust ai beneficiari o ai loro aventi diritto.</p>
<p>IL GUARDIANO<br />
Sebbene non obbligatorio, è possibile che l’atto istitutivo del Trust, preveda questa figura con poteri di controllo sull’operato del Trustee, al fine di verificare il rispetto della volontà del disponente da parte di quest’ultimo. In merito ad alcuni atti di particolare importanza, il guardiano deve essere sentito preventivamente ed ha potere vincolante sino ad esercitare il diritto di veto. Il guardiano ha facoltà di revocare il Trustee.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="http://3.66.65.181/conversazione-con-un-agnostico-del-trust/">Per saperne di più sul trust e protezione del patrimonio si veda: &#8220;Conversazione con un agnostico del trust&#8221;.</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-tassazione-in-italia-dei-trust-non-residenti/">In materia di ultime novità fiscali sull&#8217;argomento si legga: &#8220;La tassazione dei trust non residenti&#8221;.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote><p><em><strong>Gli strumenti per la protezione del patrimonio e le società commerciali.</strong></em></p></blockquote>
<p>Come anzi detto, gli strumenti per la protezione del patrimonio, interessano anche le società commerciali. Sono estremamente utili in occasione del passaggio generazionale, oppure con l&#8217;evolversi in maniera negativa della situazione socio economica nel proprio paese di origine. Gli istituti sotto elencati, possono essere adottati da soli, oppure in concomitanza tra di loro o con quelli appena elencati.</p>
<p><strong>I PATTI  PARASOCIALI PER LA PROTEZIONE DEL PATRIMONIO.</strong></p>
<p>Sono dei contratti che, i soci di una società, hanno posto in essere al fine di regolare i rapporti tra di loro. Con essi si stabiliscono delle obbligazioni, alle quali i contraenti devono attenersi. I più noti sono:</p>
<ol>
<li><strong>Le convenzioni di voto, </strong>che riguardano il governo della società. Possono impegnare i soci che si sono accordati, a consultarsi prima delle assemblee, oppure a votare conformemente alle decisioni della maggioranza.</li>
<li><strong>I sindacati di blocco,</strong> che pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o delle partecipazioni in società che le controllano. Con questi, si intende lasciare inalterata la composizione sociale scongiurando l&#8217;ingresso di soci non graditi.</li>
<li><strong>I patti di concertazione</strong>,  che hanno per oggetto o per effetto, l&#8217;esercizio congiunto di un&#8217;influenza dominante su una società. Ad esempio quando più soggetti acquistano partecipazioni in una società, in misura tale che nessuno possa averne da solo il controllo. <em><br />
</em></li>
</ol>
<p>Questi patti parasociali, che indirettamente possono essere considerati strumenti per la protezione del patrimonio, non possono avere durata superiore a cinque anni e si intendono stipulati per questa durata, anche se le parti hanno previsto un termine maggiore. I patti sono rinnovabili alla scadenza (Art.2341 bis del Codice Civile).</p>
<p><strong>LA SOCIETA’ SEMPLICE</strong></p>
<p><span class="dropcap">I</span>n tempi recenti sta avendo sempre più diffusione l’utilizzo della società semplice in chiave di gestione dei patrimoni mobiliari e immobiliari. Prevista dall’art.2251 e ss del Codice Civile, può contenere tutto ciò che abbia una valutazione economica: partecipazioni, beni immobili, denaro, crediti…<strong>La società semplice, é uno degli strumenti per la protezione del patrimonio  indicati per la detenzione delle quote di altre società.</strong></p>
<p>Di facile costituzione e gestione, non ha organi societari, né l’obbligo alla redazione del bilancio o alla tenuta delle scritture contabili. E’ soggetta a limitati oneri di pubblicità, all’interno della Sezione Speciale del Registro delle Imprese, e garantisce un’adeguata privacy per ciò che concerne i rapporti e le obbligazioni tra i soci.</p>
<p>Non è soggetta al fallimento, in quanto non può svolgere attività commerciale. A determinate condizioni, é possibile prevedere la responsabilità limitata di alcuni partecipanti.  Le quote sociali non sono pignorabili dai creditori personali dei soci, né cedibili a terzi senza il consenso degli altri  associati. Pertanto, se utilizzata come holding di famiglia, la società semplice <strong>consente di non fare entrare soggetti indesiderati nella compagine sociale</strong>.</p>
<p><strong>IL PATTO DI FAMIGLIA<br />
</strong></p>
<p>Il patto di famiglia é stato introdotto con la legge n.55 del 14 febbraio 2006. Questo è un contratto che consente all’imprenditore di trasferire totalmente o parzialmente la propria azienda ad uno o più eredi determinati. <strong>Il patto, serve ad identificare l’erede o gli eredi più idonei alla gestione dell’impresa</strong>, compensando nel contempo gli altri legittimari. Il loro pagamento in beni o in denaro, può avvenire anche nel tempo. Il patto di famiglia, mette al sicuro gli eredi assegnatari dell’azienda dalle azioni di riduzione e di collazione da parte di quelli esclusi, che siano stati diversamente soddisfatti.</p>
<p>Numerosi sono i vantaggi di natura fiscale. Se i discendenti si impegnano a continuare l’attività per i successivi 5 anni, vi è l’esenzione dall’imposta di donazione. Si sarà esentati anche, dall’imposta di trascrizione delle formalità relative all’atto, inclusa l&#8217;imposta catastale per le relative volture. Essenziale sarà la redazione di una buona perizia, al fine di fissare un corretto valore alle quote spettanti agli eredi assegnatari dell’impresa. Questo documento sarà necessario anche per le compensazioni in natura o in denaro a favore degli esclusi.</p>
<p><strong>LO SPIN OFF IMMOBILIARE.</strong></p>
<p>Lo spin off immobiliare, é un’operazione di scissione, mediante la quale la parte immobiliare del patrimonio di un’impresa, viene scorporata e ricollocata in un’altra società. Contestualmente al trasferimento del patrimonio immobiliare, i soci dell’ impresa scissa acquisiscono partecipazioni della nuova società. Si creano due attività distinte, quella commerciale tipica della società madre e quella della nuova società, che gestirebbe gli immobili.</p>
<p>Lo spin off si presta bene nel passaggio generazionale di azienda, al fine di consentire agli eredi più versatili di continuare a gestire il business di famiglia. Quelli che non lo desiderano o, meno dotati, potranno invece godere dei frutti dell’immobiliare risultante dalla scissione. Senza far torto a nessuno. <strong>Inoltre contribuisce a salvaguardare il patrimonio immobiliare dal rischio di impresa, trasformando di fatto, la nuova società, in una cassaforte di famiglia.</strong> E&#8217; possibile altresì che, nella nuova società, una volta divenuta immobiliare, vengano conferite le quote della società “madre”, al fine di farla divenire una Holding.</p>
<p><strong>LA HOLDING NAZIONALE ED ESTERA.</strong></p>
<p>La holding, é una società che in Italia assume generalmente la veste di S.r.l., S.p.a., S.a.p.a. e Società Semplice. Essa é preposta a detenere quote o azioni di altre società, dette controllate. Nel detenere le partecipazioni o quote, la società Holding esercita una funzione di direzione e di gestione del capitale. Con la costituzione di un gruppo e la suddivisione delle varie attività tra le controllate, <strong>si evita che l’andamento negativo di una di queste, comprometta quello delle altre</strong>.</p>
<p>La holding é inoltre raccomandabile se si é di fronte ad imprese nate con compagini sociali ristrette, in cui risultano fondamentali le qualità personali dei singoli soci. In effetti , venendo a mancare uno di essi, i superstiti potrebbero non essere favorevoli all’ingresso di soggetti privi delle qualità necessarie. Per contro, anche un’eventuale litigiosità degli stessi eredi potrebbe mettere in pericolo la stessa continuità aziendale. In entrambi i casi, l’utilizzo di questa particolare tipologia sociale, magari associata ad un<em><strong> trust</strong></em>, può fornire delle utili soluzioni per prevenire i contrasti.</p>
<p>Oltre ad essere uno dei più utilizzati strumenti per la protezione del patrimonio, <strong>la holding dà innegabili vantaggi fiscali </strong>e finanziari. In caso di vendita delle partecipazioni, la holding gode della Pex, per cui le imposte verranno pagate solo sul 5% della plusvalenza generata dalla cessione. Inoltre, i dividendi distribuiti dalle società figlie, di cui la holding detiene le quote, vengono tassati ai fini IRES all’1,2% (é imponibile solo il 5% dei dividendi- art.89 c.2  TUIR).</p>
<p>Il <strong>&#8220;rischio paese&#8221;</strong>. La holding, se costituita all’estero, conferisce vantaggi nel processo di internazionalizzazione della propria impresa. Di primaria importanza é la protezione dai rischi, rappresentati dal paese di origine e dalle sue politiche fiscali. E’indubbio che, trasferire la sede della holding in un paese in migliori condizioni finanziarie, riduce notevolmente il pericolo di nuove imposte patrimoniali. Il trasferimento, consente agli amministratori di fare piani a lungo termine e non vivere alla giornata. La stabilità nel tempo, delle norme civili e tributarie, é sicuramente uno dei più importanti motivi per optare a favore di un nuovo stato.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><em>Su queste ed altre problematiche, i nostri professionisti forniscono assistenza completa. Affianchiamo il cliente nella nell&#8217;individuazione dello strumento per la protezione del patrimonio più confacente alle sue necessità. Inclusa la redazione degli atti per portarlo a compimento. Effettuiamo stime e perizie per i beni patrimoniali mobiliari-immobiliari, inclusa la consulenza legale e tributaria in Italia e all&#8217;estero.</em></p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-holding-sede-allestero/">Per una panoramica completa si veda: La holding: che cosa é, a cosa serve. Sede estera, la Soparfi&#8221;.</a></p>
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		<title>RIVALUTAZIONE QUOTE SOCIALI E TERRENI 2025, NOVITA&#8217; DALLA FINANZIARIA.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 09:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INVESTIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova legge di bilancio per il 2025, consentirà ogni anno la rivalutazione delle quote sociali e dei terreni, pagando un&#8217;imposta del 16%. In pratica, se approvato, l&#8217;articolo 5 della Legge Finanziaria per il 2025, introdurrà a regime la possibilità di avvalersi della rideterminazione del costo di acquisto delle partecipazioni, negoziate e non negoziate, e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-left"><strong>La nuova legge di bilancio per il 2025, consentirà ogni anno la rivalutazione delle quote sociali e dei terreni, pagando un&#8217;imposta del 16%.</strong></p>
<p class="has-text-align-left">In pratica, se approvato, l&#8217;articolo 5 della Legge Finanziaria per il 2025, introdurrà a regime la possibilità di avvalersi della rideterminazione del costo di acquisto delle partecipazioni, negoziate e non negoziate, e dei terreni edificabili e con destinazione agricola. Norma di riferimento é la progenitrice Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002), artt. 5 (<em>Rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati</em>) e 7 <em>(Rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola)</em>;</p>
<p><strong>I. Le rivalutazioni dei terreni edificabili o con destinazione agricola;</strong> Questa agevolazione, interessa tutti coloro che operano al di fuori del regime di impresa, arte o professione, e risultano possessori alla data del <strong>1° Gennaio di ogni anno</strong>, di terreni edificabili o con destinazione agricola. Pertanto possono rivalutare i terreni: <strong>a)</strong> Le persone fisiche non in qualità di imprenditori; <strong>b)</strong> Gli enti non commerciali; <strong>c)</strong> Le società semplici; <strong>d)</strong> coloro che non risiedono in Italia e sono privi di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato.</p>
<p><strong>II. Le rivalutazioni delle partecipazioni di società non quotate;</strong> Anche in questo caso, si ripete quanto previsto per le rivalutazioni dei terreni. Sono ammessi tutti coloro che al 1° gennaio 2024 possiedono partecipazioni in società non quotate. Nello specifico: <strong>a)</strong> le persone fisiche, non in qualità di imprenditori. <strong>b) </strong>le società semplici e le società ed associazioni ad esse equiparate ai sensi dell’articolo 5 D.P.R. n. 917/1986. <strong>c)</strong> gli enti non commerciali. <strong>d)</strong> i soggetti non residenti. Questi ultimi, per le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti in Italia che non siano riferibili a stabili organizzazioni.</p>
<p><strong>III. Le rivalutazioni delle partecipazioni di società quotate.</strong> Già introdotta nel 2023, é la rideterminazione dei valori di acquisto anche per le partecipazioni negoziate in mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione. Saranno così ricalcolate ai fini fiscali le plusvalenze e le minusvalenze di natura finanziaria, relative ai titoli, alle quote o ai diritti negoziati di cui all’art.67 Comma 1 lett.c e c bis, posseduti alla data del <strong>1 gennaio di ogni anno</strong>. La rivalutazione permetterà di rideterminare il valore normale <strong>al mese di dicembre dell&#8217;anno precedente</strong>, al posto di quello di acquisto.</p>
<p>Anche ai fini della rivalutazione delle partecipazioni in società quotate, é necessaria la perizia di stima. Essa dovrà essere redatta, con le stesse modalità di quella utilizzata per i terreni e le partecipazioni. In tal modo, chi detiene titoli quotati, può rivalutarli adeguandoli al valore di mercato, pagando l&#8217;imposta sostitutiva del <strong>16%</strong> anziché l&#8217;ordinaria imposta del <strong>26%</strong> su capital gain.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
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<p><strong>Rivalutazione quote sociali e terreni. Gli adempimenti e la procedura da seguire</strong>:</p>
<p><strong>I. La perizia di stima.</strong> Ai fini dell’ammissibilità della rivalutazione, é necessaria una perizia. Essa è stata introdotta dai citati artt. 5 e 7 della Legge 448/2001. In caso di rivalutazione di terreni, sarà necessario l’intervento di un iscritto all’albo degli ingegneri, degli architetti o dei geometri. Sono altresì abilitati anche i dottori agronomi, gli agrotecnici, i periti agrari e i periti industriali edili. Nel caso di rivalutazione di una quota sociale, la perizia sarà invece di competenza di un Revisore dei Conti , di un Dottore Commercialista o di un iscritto all’Albo degli Esperti Contabili. La perizia, a cui si applica l’art.64 del Codice di Procedura Civile, ai fini delle responsabilità per chi la redige, deve essere giurata entro il 30 Giugno 2024 presso un notaio, un giudice di pace o la Cancelleria di un Tribunale.</p>
<p>Per molti anni, tema controverso é stato se fosse efficace una perizia giurata in data posteriore alla compravendita. Con Risoluzione n.53/E del 27 Maggio 2015, l’Agenzia delle Entrate, riprendendo le numerose pronunce della Suprema Corte di Cassazione in materia, ha ammesso l’efficacia ai fini fiscali della perizia di stima a posteriori. Pertanto, é valida anche se questa é giurata successivamente al rogito, ma sempre entro i termini di legge. La perzia di stima é deducibile dal reddito dell’ impresa nell’anno in cui viene redatta e nei quattro successivi.</p>
<p><strong>II. Il pagamento dell’imposta sostitutiva.</strong> La procedura di affrancamento, si completa con il pagamento dell’imposta sostitutiva che <strong>ora, ammonta al 16%</strong> del nuovo valore rivalutato. Questo, sia per i terreni che per le quote sociali. E’bene tenere a mente che essa si applica sull’intero nuovo valore e non sulla differenza fra il costo originario e l’importo ottenuto con la nuova stima. L’imposta, da versare tramite F24 entro il 30 Novembre, può essere suddivisa in tre rate di pari importo. La prima da versarsi entro la scadenza citata e le altre, nei due anni successivi.</p>
<p><strong>Il 30 Novembre</strong> é la data entro la quale effettuare gli adempimenti. Per le rate successive, la nuova norma prevede un interesse del 3%.  In caso di mancato versamento, il ravvedimento operoso é ammesso. La procedura é consentita esclusivamente per la seconda e la terza rata. Non si può ravvedere la prima rata. Essa va versata entro i termini, pena inefficacia dell’affrancamento.</p>
<div class="wp-block-buttons">
<div><strong>III. Rivalutazione quote sociali e terreni. Gli obblighi dichiarativi.</strong></div>
<div class="wp-block-button">
<p>La procedura di affrancamento deve trovare riscontro nelle dichiarazioni dei redditi dei titolari dei terreni e delle partecipazioni. Nel modello Unico PF relativo all’anno in cui é stata effettuata la rivalutazione, dovranno essere riportati i dati dei nuovi valori e delle relative imposte sostitutive da versare. Ecco quanto il modello Unico 2024, prevedeva in materia di rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni:</p>
<div class="wp-block-button">
<p><strong>a)</strong> In caso di rivalutazioni di terreni, il Modello Unico 2024 al <strong>quadro RM (Redditi soggetti a tassazione separata e ad imposta sostitutiva. Rivalutazione dei terreni)</strong>, prevede una sezione X, in cui riportare al rigo RM20 (colonna 1), il valore rivalutato, l’imposta sostitutiva dovuta (colonna 2), l’imposta versata (colonna 3), l’imposta da versare (colonna 4), ed eventuali rateizzazioni (colonna 5);</p>
<div class="wp-block-button">
<p><strong>b) </strong>Rivalutazioni di partecipazioni, il Modello Unico 2024 al <strong>quadro RT (plusvalenze di natura finanziaria)</strong>, prevede una sezione VII. In essa dovrà essere riportato, al rigo RT105 (colonna 1) il valore rivalutato, l’aliquota (colonna 2), l’imposta sostitutiva dovuta (colonna 3), l’imposta versata (colonna 4), l’imposta da versare (colonna 4), imposta da versare (colonna 5) ed eventuali rateizzazioni e pagamenti cumulativi (colonne 6 e 7);</p>
<div><strong>IV. Rivalutazione quote sociali e terreni: sono escluse alcune società non residenti.</strong></div>
<div>
<p>Il progetto di legge aggiunge il comma 7 bis, il quale prevede testualmente che: &#8220;Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai fini della determinazione, ai sensi dell&#8217;articolo 68, comma 2-bis, del Testo Unikco delle Imposte sui redditi, delle plusvalenze e misusvalenze realizzate da società ed enti commerciali di cui all&#8217;art.73, comma 1, lettera d) del medesimo testo Unico, privi di stabile organizzazione nel territorio dello Stato.</p>
<p>Gli allegati alla finanziaria 2025, chiariscono però che: &#8220;si preclude la facoltà di procedere con la rivalutazione delle partecipazioni detenute da società o enti commerciali non residenti nel territorio dello Stato e privi di stabile organizzazione e che soddisfano i presupposti per fruire del regime della cd. “participation exemption – PEX” (articolo 68, comma 2-bis, del TUIR)&#8221;. Si attendono chiarimenti in materia.</p>
</div>
<div></div>
<div>
<div></div>
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<div><em><strong>Per assistenza e perizie in materia di rivalutazione di partecipazioni e terreni, il nostro network si avvale di dottori commercialisti, ingegneri ed agronomi.  Puoi contattarli accedendo al link in basso:<br />
</strong></em></div>
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<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>NOUVEAUTÉS EN MATIÈRE D’IMPÔT DE SUCCESSION ET DONATION EN ITALIE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 13:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
		<category><![CDATA[RESIDENTI ALL'ESTERO]]></category>
		<category><![CDATA[SUCCESSIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le décret 139 de 2024 confirme les avantages fiscaux considérables dont bénéficient les successions et les donations en Italie. di Enrico Bartoccioni – Expert-Comptable. Le récent décret législatif n o 139 du 18 septembre 2024 rationalise l’application des impôts indirects autres que la TVA, tels que le Droit d&#8217;Enregistrement, la Taxe de succession et de donation,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Le décret 139 de 2024 confirme les avantages fiscaux considérables dont bénéficient les successions et les donations en Italie. </em></strong></p>
<p><em><strong>di Enrico Bartoccioni – </strong>Expert-Comptable.</em></p>
<p>Le récent décret législatif n o 139 du 18 septembre 2024 rationalise l’application des impôts indirects autres que la TVA, tels que le Droit d&#8217;Enregistrement, la Taxe de succession et de donation, le Droit de timbre et autres. La règle entrera en vigueur le 1er janvier 2025. Voici les principales nouveautés en matière d&#8217;impôts de succession et de donation.</p>
<blockquote><p><strong><em>Nouveautés en matière de Trust</em> et autres contraintes de destination.</strong></p></blockquote>
<p>Le décret énonce que &#8220;l’Impôt sur les successions et les donations s’applique aux transferts de biens et droits de succession à la suite d’un décès, par donation à titre gratuit, y compris les transferts découlant de trusts et autres liens de destination&#8221; (art.1 c.1 lit.b).</p>
<p>En ce qui concerne ces derniers, si le donneur d’ordre est résident en Italie, l’impôt sur les successions et les donations est dû sur tous les biens et droits transférés aux bénéficiaires. Si le donneur d’ordre n’est pas résident en Italie, l’impôt est dû uniquement sur les biens et droits existant sur le territoire de l’État, transférés aux bénéficiaires (Art.1 c.1.let.c)</p>
<p>L’importante nouveauté en matière d&#8217;impôts de succession et de donation, introduite par le Décret législatif n. 139/2024, est le retour au passé pour la taxation des trusts et autres liens de destination. Contrairement à ce qu’avait prévu la circulaire de l’Agenzia delle Entrate n.34E de 2022, qui avait imposé l’imposition au moment de l’attribution des biens aux bénéficiaires, avec l’introduction de l’article 4-bis, le législateur précise expressément que :</p>
<p>1. Le trust et les autres liens de destination sont soumis à l’impôt sur les successions et donations. 2. La taxe s’applique au moment du transfert des biens et des droits en faveur des bénéficiaires. 3. Toutefois, il est possible d’opter pour payer les impôts<strong> au moment du transfert des biens et des droits</strong> ou à l’ouverture de la succession (art.4-bis c.3).</p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/demenager-en-italie-allegement-fiscal-pour-les-retraites-et-les-contribuables-a-hauts-revenus/">Voir aussi: &#8220;Démenager en Italie: allègements fiscaux pour les retraités et les contribuables à hauts revenus&#8221;.</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php">Vous avez besoin de conseils en matière de succession et donation? Contactez nos professionels.</a></p>
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<p>Comme il est rappelé au paragraphe 4 lit. h, du même art.1, sur la valeur globale nette des biens et des droits cédés s’applique : <strong>a)</strong> 4% sur le surplus de la franchise de € 1.000.000,00 (pour chaque bénéficiaire) vers le conjoint et les parents en ligne droite. <strong>b)</strong> 6% sur l’excédent de € 100.000,00 (pour chaque bénéficiaire) envers les frères et sœurs. <strong>c)</strong> 6% vers les autres parents jusqu’au 4° degré et aux proches en ligne droite, ainsi que vers les proches en ligne collatérale jusqu’au 3° degré. <strong>d)</strong> 8% par rapport à tous les autres. <strong>e)</strong> Si le bénéficiaire est un handicapé reconnu (art.3 c.l 104/1992), l’impôt sur les successions ne s’applique qu’à la valeur qui dépasse 1.500.000 euros.</p>
<p>La norme est très importante pour clarifier une situation compliquée, puisque la base d’imposition, les franchises et les taux peuvent être déterminés sur la base du nouveau décret (DLgs 139/2024), au moment de la cession ou de l’ouverture de la succession. Cela signifie qu’une fois les impôts payés, si ceux-ci devaient augmenter, les bénéficiaires ne devront rien payer d’autre à l’État au moment de la cession des biens.</p>
<p>En outre, toujours dans ce cas, les cessions ultérieures à des bénéficiaires appartenant à la même catégorie que ceux pour lesquels l’impôt a été payé d’avance, seront également exonérées. Le quatrième alinéa du même article précise que ces dispositions s’appliqueront également aux trusts déjà constitués à la date d’entrée en vigueur du nouveau décret. Le soutien du décret-loi 139/2024 en matière de clarté et de planification patrimoniale est évident.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/les-impots-sur-la-maison-en-italie/">Pour un aperçu général, lire l&#8217;article: &#8220;Les impòts sur la maison en Italie&#8221;.</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/avantages-fiscaux-pour-les-nouveaux-residents-etrangers-en-italie-avec-des-revenus-eleves/">Intéressant de lire : &#8220;Avantages fiscaux pour les nouveaux résidents étrangers en Italie, avec des révenus élevés&#8221;.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote><p><em><strong>Nouveautés en matière de liquidation et le paiement des impôts.</strong></em></p></blockquote>
<p>Auparavant, les taxes de timbre, hypothèques et cadastres étaient calculées au moment de l’établissement de la déclaration de succession télématique et étaient retirées sur un compte courant ouvert auprès d’une banque convenue avec l’Agence des Impôts. Le droit de succession, s’il était dû, était calculé par l’Agence des Impôts elle-même. Celle-ci émettait dans les 60 jours un avis de liquidation, avec l’indication du montant de la taxe à payer.</p>
<p>L’article 1 c.2 lett. v) du Décret-loi 139/2024 modifie cette procédure en permettant au déclarant de calculer lui-même la taxe. Ces ci sont l’autres nouveautés en matière  d&#8217;impôts de succession et de donation. Le montant dû, doit être payé dans les 90 jours en utilisant le formulaire F24, ainsi les bureaux financiers garderont le contrôle de l’autoliquidation, des paiements et de leur correspondance avec ce qui est déclaré.</p>
<p><strong>Paiements.</strong> Le contribuable peut choisir de payer la totalité du montant dû ou de verser 20 % et le reste en 8 versements trimestriels. Il doit en faire mention dans la déclaration de succession. Si la taxe à payer dépasse 20.000 euros, les versements peuvent aller jusqu’à 12. Aucune prolongation n’est admise pour des montants inférieurs à 1.000 euros.</p>
<p><strong>Erreurs de déclaration.</strong> Si une taxe plus élevée est due, l’Agenzia delle Entrate notifiera l’avis de liquidation dans un délai de deux ans à compter du dépôt de la déclaration. Le contribuable doit payer dans les 60 jours suivant la notification, avec des intérêts et des pénalités. Si le paiement est effectué dans ce délai, les sanctions sont réduites à un tiers.</p>
<blockquote><p><em><strong>Transferts d’entreprises et participations aux membres de la famille.</strong></em></p></blockquote>
<p>Le décret législatif 139/2024 réordonne également ces types de successions au sein des entreprises familiales. Les transferts effectués également par des pactes de famille, en faveur des descendants et du conjoint, sont exonérés d’impôt. En cas de transfert de parts sociales ou d’actions, l’exonération est limitée aux participations par lesquelles le contrôle de la société est acquis ou un contrôle préexistant est intégré.</p>
<p><strong>Obligations des bénéficiaires.</strong> La facilité est obtenue si ceux-ci : <strong>1)</strong> poursuivent l’activité pendant une période d’au moins 5 ans, dans le cas des entreprises ou de leurs branches. <strong>2)</strong> détiennent le droit de propriété pendant une période d’au moins cinq ans à compter du transfert, pour les détenteurs d’autres parts sociales. Les bénéficiaires devront présenter une déclaration d’engagement spécifique, au moment de l’acte de donation, du pacte de famille ou de la présentation de la déclaration de succession.</p>
<p>La facilité s’applique également aux transferts d’actions et de parts sociales de sociétés résidentes dans l’Union européenne. Il s’étend également à l’Espace économique européen ou dans des pays qui assurent un échange d’informations adéquat avec l’Italie. Ceci dans les mêmes conditions prévues pour les transferts de parts sociales et actions d’entités résidentes (Art.1 c.1 lett.d).</p>
<p><em><strong>Nos professionnels fournissent une assistance complète en matière de succession, tant fiscale que juridique. Nous faisons appel à des avocats et comptables expérimentés dans le domaine des trusts et autres formes de ségrégation et de transmission du patrimoine.</strong></em></p>
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		<title>NOVITA&#8217; IN MATERIA DI IMPOSTA DI SUCCESSIONE E DONAZIONE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 15:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
		<category><![CDATA[SUCCESSIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ultime novità in materia di imposta di successione e donazione. Il Decreto Legislativo del 2024 ha delle importanti conseguenze fiscali che è bene conoscere.  di Enrico Bartoccioni, Dottore Commercialista. Il recente Decreto Legislativo n.139 del 18 Settembre 2024, razionalizza l&#8217;applicazione delle imposte indirette diverse dall&#8217;IVA, quali ad esempio l&#8217;Imposta di Registro, l&#8217;Imposta sulle Successioni...</p>
<p class="more-link-wrap"><a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/novita-in-materia-di-imposta-di-successione-e-donazione/" class="more-link">Read More<span class="screen-reader-text"> &#8220;NOVITA&#8217; IN MATERIA DI IMPOSTA DI SUCCESSIONE E DONAZIONE.&#8221;</span> &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/novita-in-materia-di-imposta-di-successione-e-donazione/">NOVITA&#8217; IN MATERIA DI IMPOSTA DI SUCCESSIONE E DONAZIONE.</a> proviene da <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it">Tutele Patrimoniali Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Le ultime novità in materia di imposta di successione e donazione. Il Decreto Legislativo del 2024 ha delle importanti conseguenze fiscali che è bene conoscere.</em></strong></p>
<p><em> </em><em><strong>di Enrico Bartoccioni, </strong>Dottore Commercialista.</em></p>
<p>Il recente Decreto Legislativo n.139 del 18 Settembre 2024, razionalizza l&#8217;applicazione delle imposte indirette diverse dall&#8217;IVA, quali ad esempio l&#8217;Imposta di Registro, l&#8217;Imposta sulle Successioni e Donazioni, l&#8217;Imposta di Bollo e altre.  La norma entrerà in vigore dal 1 gennaio 2025.</p>
<blockquote><p><em><strong>Novità in materia di Trust e altri vincoli di destinazione.</strong></em></p></blockquote>
<p>Il decreto formalizza che, <em>&#8220;l&#8217;Imposta sulle Successioni e Donazioni si applica ai trasferimenti di beni e diritti per successione a causa di morte, per donazione o a titolo gratuito, compresi i trasferimenti derivanti da trust e da altri vincoli di destinazione&#8221; (art.1 c.1 lett.b).<br />
</em></p>
<p>In merito a questi ultimi, <strong>se il disponente é residente in Italia</strong>, l&#8217;imposta di successione e donazione é dovuta su tutti i beni e diritti trasferiti ai beneficiari. <strong>Se il disponente non é residente in Italia</strong>, l&#8217;imposta é dovuta solo sui beni e i diritti esistenti nel territorio dello stato, trasferiti ai beneficiari (Art.1 c.1.lett.c)</p>
<p>L&#8217;importante novità in materia di imposta di successione e donazione, introdotta dal Decreto Legislativo n.139/2024 é il ritorno al passato per la tassazione dei Trust e degli altri vincoli di destinazione. Al contrario di quanto aveva disposto la Circolare dell&#8217;Agenzia delle Entrate n.34E del 2022, che aveva imposto la tassazione al momento dell&#8217;assegnazione dei beni ai beneficiari. Con l&#8217;introduzione dell&#8217;art.4-bis, il legislatore espressamente specifica che:</p>
<p>1. Il Trust e gli altri vincoli di destinazione sono assoggettai all&#8217;imposta di successione e donazione. 2. L&#8217;imposta si applica al momento del trasferimento dei beni e dei diritti a favore dei beneficiari. 3. <strong>Tuttavia, é possibile optare</strong> per pagare le imposte al momento del conferimento dei beni e dei diritti o al momento dell&#8217;apertura della successione (Art.4-bis c.3).</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php">Hai bisogno di una consulenza in materia di imposte di successione e donazione? Contatta i nostri professionisti.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p>Come ribadito al comma 4 lett.h, dello stesso art.1, sul valore complesivo netto dei beni e dei diritti devoluti si applica: <strong>a)</strong> Il 4% sull&#8217;eccedenza della franchigia da € 1.000.000,00 (per ciascun beneficiario) verso il coniuge e i parenti in linea retta.<strong> b)</strong> Il 6% sull&#8217;eccedenza da € 100.000,00 (per ciascun beneficiario) verso i fratelli e le sorelle. <strong>c)</strong> Il 6% verso gli altri parenti fino al 4°grado e agli affini in linea retta, nonché agli affini in linea collaterale fino al terzo grado. <strong>d)</strong> L&#8217;8% nei confronti di tutti gli altri. <strong>e)</strong> Nel caso in cui il beneficiario sia un disabile riconosciuto (art.3 c.3 l 104/1992), l&#8217;imposta di successione si applica solo sul valore che supera il 1.500.000 euro.</p>
<p>La norma assume grande importanza per fare chiarezza in merito ad una situazione complicata, dal momento che la base imponibile, le franchigie e le aliquote, possono essere determinate, sulla base del nuovo decreto (DLgs 139/2024), al momento del conferimento o dell&#8217;apertura della successione. Ciò significa che una volta pagate le imposte, qualora queste dovessero aumentare di aliquota, i beneficiari non dovranno corrispondere nient&#8217;altro allo Stato al momento dell&#8217;assegnazione dei beni.</p>
<p>Inoltre, sempre in questo caso, anche i successivi trasferimenti verso beneficiari appartenenti alla medesima categoria di coloro per cui é stata corrisposta l&#8217;imposta in anticipo, ne saranno esentati. Il 4°comma dello stesso articolo, specifica che queste disposizioni si applicheranno anche ai trust già costituiti alla data di entrata in vigore del nuovo decreto. Il favore del DLgs 139/2024, in materia di chiarezza e pianificazione patrimoniale é evidente.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/conversazione-con-un-agnostico-del-trust/">Per una panoramica completa sull&#8217;argomento del trust vai all&#8217;articolo: &#8220;Conversazione con un agnostico del trust&#8221;</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote><p><strong><em>Novità in merito alla liquidazione e al pagamento delle imposte di successione e donazione.</em><br />
</strong></p></blockquote>
<p>In precedenza, le imposte imposte di bollo, ipoterarie e catastali erano calcolate al momento della compilazione della dichiarazione di successione telematica e venivano addebitate in un conto corrente aperto, presso una banca convenzionata con l&#8217;Agenzia delle Entrate. L&#8217;imposta di successione, nel caso fosse dovuta, era invece calcolata dalla stessa Agenzia delle Entrate. Questa emetteva entro 60 giorni un avviso di liquidazione, con l&#8217;indicazione dell&#8217;ammontare dell&#8217;imposta da pagare.</p>
<p>L&#8217;articolo 1 c.2 lett.v) del D.Lgs 139/2024, cambia questa procedura, consentendo al dichiarante di calcolare lui stesso l&#8217;imposta. Questa é l&#8217;altra significativa novità in materia di imposta di successione e donazione. L&#8217;ammontare del dovuto, dovrà essere versato entro 90 gioni mediante il modello F24.  Agli uffici Finanziari, resterà il controllo dell&#8217;autoliquidazione, dei pagamenti e della loro corrispondenza con quanto dichiarato.</p>
<p><strong>Pagamenti.</strong> Il contribuente può decidere di pagare interamente il dovuto oppure versare il 20% e successivamente il rimanente in 8 rate trimestrali. Deve darne comunicazione nella dichiarazione di successione. Nel caso in cui l&#8217;imposta da versare superi i 20.000 euro, le rate possono arrivare a 12. Nessuna dilazione é ammessa per importi sotto i 1.000 euro.</p>
<p><strong>Errori dichiarativi</strong>. Nel caso fosse dovuta una maggiore imposta, l&#8217;Agenzia delle Entrate, notificherà avviso di liquidazione entro il termine di due anni dalla presentazione della dichiarazione. Il contribuente, dovrà versare il dovuto entro 60 giorni dalla notifica, insieme agli interessi e le sanzioni. Se il pagamento é effettuato entro detto termine, le sanzioni sono ridotte ad un terzo.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-tassazione-in-italia-dei-trust-non-residenti/">Se desideri ulteriori approfondimenti leggi: &#8220;La tassazione dei trus non residenti&#8221;</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-legge-guttuso/">Sul pagamento della tassa di successione leggi: &#8220;Hai mai pensato di pagare le imposte con un&#8217;opera d&#8217;arte?&#8221;</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote><p><em><strong>Trasferimenti di aziende e partecipazioni societarie ai familiari.</strong></em></p></blockquote>
<p>Il Decreto Legislativo 139/2024, riordina anche queste tipologie di successioni all&#8217;interno delle imprese di famiglia. I trasferimenti affettuati anche tramite i patti di famiglia, a favore dei discendenti e del coniuge, sono esenti dall&#8217;imposta. Nel caso si trasferiscano quote sociali o azioni, l&#8217;esenzione spetta limitatamente alle partecipazioni mediante le quali viene acquisito il controllo della società o integrato un controllo preesistente.</p>
<p><strong>Adempimenti dei beneficiari.</strong> L&#8217;agevolazione si consegue se questi: <strong>1)</strong> proseguano l&#8217;attività per un periodo non inferiore ai 5 anni, nel caso di aziende o rami di queste. <strong>2)</strong> detengano la titolarità del diritto per un periodo non inferiore ai 5 anni dal trasferimento, per i possessori di altre quote sociali. I beneficiari, dovranno presentare un&#8217;apposita dichiarazione di impegno, al momento dell&#8217;atto di donazione, del patto di famiglia o della presentazione della dichiarazione di successione.</p>
<p>L&#8217;agevolazione si applica anche ai trasferimenti di azioni, e di quote sociali di società residenti nell&#8217;Unione Europea. Si estende altresì allo Spazio Economico Europeo o in paesi che garantiscono un adeguato scambio di informazioni con l&#8217;Italia. Questo alle medesime condizioni previste per i trasferimenti di quote sociali e azioni di soggetti residenti (Art.1 c.1 lett.d).</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><em><strong>I nostri professionisti forniscono assistenza completa in materia di successione, sia sotto il profilo fiscale che legale. Ci avvaliamo di avvocati e commercialisti esperti nella materia dei trust e nelle altre forme di segregazione e trasmissione del patrimonio.</strong></em></p>
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		<title>DEMENAGER EN ITALIE: ALLÈGEMENTS FISCAUX POUR LES RETRAITÉS ET LES CONTRIBUABLES À HAUTS REVENUS.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 10:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
		<category><![CDATA[RESIDENTI ALL'ESTERO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Enrico Bartoccioni – Expert-Comptable. Un guide simple pour comprendre tous les avantages  fiscaux pour les retraités et les contribuables à hauts revenus qui ont l’intention de déménager en Italie. Depuis de nombreuses années, certains États ont lancé une série de campagnes d’allégement fiscal. Le but est d’attirer de nouveaux résidents ayant la capacité de dépenser...</p>
<p class="more-link-wrap"><a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/demenager-en-italie-allegement-fiscal-pour-les-retraites-et-les-contribuables-a-hauts-revenus/" class="more-link">Read More<span class="screen-reader-text"> &#8220;DEMENAGER EN ITALIE: ALLÈGEMENTS FISCAUX POUR LES RETRAITÉS ET LES CONTRIBUABLES À HAUTS REVENUS.&#8221;</span> &#187;</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<p><strong><em>di Enrico Bartoccioni </em></strong><em>– </em><em>Expert-Comptable.</em></p>
<p><strong><em>Un guide simple pour comprendre tous les avantages  fiscaux pour les retraités et les contribuables à hauts revenus qui ont l’intention de déménager en Italie.</em></strong></p>



<p>Depuis de nombreuses années, certains États ont lancé une série de campagnes d’allégement fiscal. Le but est d’attirer de nouveaux résidents ayant la capacité de dépenser de l’argent et de faire des investissements sur leurs territoires. Une véritable concurrence fiscale s’est créée qui a donné à de nombreux contribuables un large choix. Ces derniers temps, l’Italie a également décidé de s’engager dans cette voie, en offrant deux types d’allégements fiscaux . Ils sont: <strong>a)</strong> Les incitations fiscales pour les retraités et <strong>b)</strong> les avantages fiscaux pour les contribuables à hauts revenus.</p>
<p>Cet article-guide, en plus de présenter les opportunités fiscales pour les non-résidents qui décident de déménager en Italie, est relié de manière interactive à une série d’autres articles plus spécifiques. Pour chaque matière, ils complètent l’information pour ceux qui veulent consacrer un peu de temps à les lire.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/nouveaute-en-matiere-dimpot-de-succession-et-donation/">Intéressant à lire: &#8220;Nouveautés en matière d&#8217;impôts de succession et  donation en Italie&#8221;. </a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><strong>Le nouveau régime fiscal sur les retraités étrangers qui viennent résider en Italie. Imposition des pensions étrangères à 7%.</strong></blockquote>
</blockquote>
<p>Le nouveau régime fiscal sur les retraités étrangers, a été introduit par la loi budgétaire de 2019 (L.145/2018) et transposé par l’art.24 ter du TUIR. L’intention était de &#8220;favoriser les investissements, la consommation et l’enracinement dans les communes appartenant aux territoire des régions du sud, dont la population ne dépasse pas 20000 habitants&#8221;. Par la suite, ce régime préférentiel, pour la taxation des pensions étrangères, a été étendu par le D.L. 4/2022 (décret Soutiens ter) aux zones touchées par le tremblement de terre de L’Aquila le 6 avril 2009.  Récemment la mesure concerne aussi à celles touchées par les événements sismiques successifs de 2016 dans les Marches et en Ombrie.</p>
<p>Sont concernés ceux qui bénéficient de pensions étrangères, au sens de l’art.49 c.2 lett.a. du TUIR. Ce traitement fiscal attire également les autres revenus produits en dehors de l’Italie, dont le retraité est titulaire. Sont exclus ceux obtenus dans notre pays, qui seront soumis à l’imposition ordinaire. Sur les revenus des nouveaux résidents, un impôt de substitution de 7% sera appliqué pendant 10 ans. D’autres facilités permettent d’exonérer le contribuable de remplir le cadre Rw, dans le Modèle Unique, aux fins de surveillance fiscale.  Il sera également exempté de payer l’IVIE sur les immeubles et l’IVAFE sur les actifs financiers détenus à l’étranger.</p>
<p>Les pensionnés néo-résidents, doivent provenir de pays avec lesquels l’Italie a un rapport de coopération administrative. Ils doivent s’inscrire à l’état civil de la population résidente et ils ne doit pas y avoir eu, au cours des 5 périodes d’imposition précédentes.  Il est bon de garder à l’esprit que cette taxe ne peut pas être déduite des impôts payés à l’étranger et il sera donc très utile d’examiner en permanence les conventions entre les différents États. E<span class="text__translation" dir="ltr">n effet</span> comme on le sait, l’imposition des retraites ne se fait pas toujours de la même manière mais, au contraire, change, compte tenu des dérogations fréquentes apportées aux modèles standard.</p>

<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-9523 alignright" src="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/05/AdobeStock_15424597-min-200x300.jpeg" alt="" width="327" height="491" srcset="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/05/AdobeStock_15424597-min-200x300.jpeg 200w, https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/05/AdobeStock_15424597-min-683x1024.jpeg 683w, https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/05/AdobeStock_15424597-min-768x1152.jpeg 768w, https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/05/AdobeStock_15424597-min-1024x1536.jpeg 1024w, https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/05/AdobeStock_15424597-min-1365x2048.jpeg 1365w, https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/05/AdobeStock_15424597-min-scaled.jpeg 1707w" sizes="(max-width: 327px) 100vw, 327px" /></p>



<p>Pour ceux qui souhaitent déménager en Italie et bénéficier des allègements fiscaux comme ceci, il est nécessaire d’effectuer une option dans la déclaration de revenus de l’année où ils s’installent en Italie.  Les nouveaux résidents peuvent également décider de ne pas appliquer l’impôt de substitution aux revenus d’un ou plusieurs États étrangers de leur choix. En faisant cela, ils  bénéficieront du crédit relatif aux impôts déjà payés dans ces lieux. Ce choix doit toujours être mis en évidence dans l’option.</p>
<p><strong>Il est bon de rappeler que</strong>,<strong> pas tous les étrangers qui viennent résider en Italie bénéficieront de l’impôt forfaitaire de 7%. sur la pension qu&#8217;ils percoivent.</strong> Un français sera imposé différemment d’un belge, et la taxation peut varier selon que vous avez été fonctionnaire ou employé privé. La double nationalité est également importante.</p>
<p><strong>Retraités de Belgique.</strong> Les pensions publiques de source belge ne sont imposées qu’en Belgique. Toutefois, si le retraité a la nationalité italienne, ils ne sont imposés qu’en Italie. Les pensions privées des Belges résidant en Italie ne sont imposées qu’en Italie.</p>
<p><strong>Retraites de France.</strong> Les pensions publiques de source française, ne sont imposées qu’en France. Toutefois, si le retraité est citoyen italien et non français, il n’est imposé qu’en Italie. Les retraites privées françaises ne sont taxées, (selon une règle générale), qu’en Italie. Toutefois, les pensions qui sont indiquées dans la convention Italie-France en vigueur comme étant des pensions payées selon la législation de <strong>&#8220;sécurité sociale&#8221;</strong> sont imposables dans les deux États. Il faut faire attantion.</p>
<p>Cependant, même dans ces cas, l’imposition à 7% <strong>peut s’appliquer aux autres revenus</strong> du retraité de source étrangère, comme les plus-values. </p>
<p><strong>Une analyse personnalisée</strong> de la situation fiscale de ceux qui souhaitent s’installer en Italie ou de ceux qui y résident déjà serait certainement souhaitable, notamment à la lumière des récentes réformes réglementaires, ainsi que des conventions fiscales bilatérales signées par notre pays et celui de destination.</p>
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><strong>Impôts de succession et donation. l’Italie offre des avantages fiscaux considérables.</strong></blockquote>
</blockquote>
<p>La principale motivation des étrangers pour se déménager en Italie, sont sans aucun doute les allégements fiscaux en matière d&#8217;impôt sur les successions et les donations. Les tarifs sont les suivants :</p>
<p>Sur la valeur globale nette des biens et des droits s’applique : <strong>a)</strong> 4% sur le surplus de la franchise de € 1.000.000,00 (pour chaque bénéficiaire) vers le conjoint et les parents en ligne droite. <strong>b)</strong> 6% sur l’excédent de € 100.000,00 (pour chaque bénéficiaire) envers les frères et sœurs. <strong>c)</strong> 6% vers les autres parents jusqu’au 4° degré et aux proches en ligne droite, ainsi que vers les proches en ligne collatérale jusqu’au 3° degré. <strong>d)</strong> 8% par rapport à tous les autres. <strong>e)</strong> Si le bénéficiaire est un handicapé reconnu (art.3 c.l 104/1992), l’impôt sur les successions ne s’applique qu’à la valeur qui dépasse 1.500.000 euros.</p>
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><strong>Transferts d’entreprises et participations aux membres de la famille: avantages fiscaux exceptionnels.</strong></blockquote>
</blockquote>
<p>Les transferts effectués également par des pactes de famille, en faveur des descendants et du conjoint, sont exonérés d’impôt. En cas de transfert de parts sociales ou d’actions, l’exonération est limitée aux participations par lesquelles le contrôle de la société est acquis ou un contrôle préexistant est intégré.</p>
<p>La facilité est obtenue si ceux-ci : <strong>1)</strong> poursuivent l’activité pendant une période d’au moins 5 ans, dans le cas des entreprises ou de leurs branches. <strong>2)</strong> détiennent le droit de propriété pendant une période d’au moins cinq ans à compter du transfert, pour les détenteurs d’autres parts sociales. </p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php">Vous avez besoin de conseils en matière de succession et donation en Italie? Contactez nos professionels.</a></p>
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<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><strong>Déménager en Italie: Les achats immobiliers, une opération à suivre avec attention.</strong></blockquote>
</blockquote>
<p>Nous pensons qu’il est également utile de rappeler dans cet article, dédié à ceux qui souhaitent déménager en Italie pour profiter des allègements fiscaux, les problèmes liés au marché immobilier.</p>
<p>Investir en Italie, offre aujourd’hui de nombreuses opportunités, en particulier pour les faibles coûts d’acquisition et la possibilité d’acheter des biens immobiliers dans des environnements avec des paysages naturels et un patrimoine culturel unique au monde. Dans le même temps, il existe également des risques importants, tels que la lourdeur bureaucratique et la réglementation fiscale complexe. Faire des erreurs est très facile, et ils peuvent transformer un investissement, de rentable à une perte nette.</p>
<p>Par conséquent est important prêter attention, que vous achetiez une simple maison unifamiliale ou que vous achetiez un complexe immobilier plus important, comme une entreprise agricole, pour la trasformer en agritourisme. Il faut également garder à l’esprit que de nombreuses propriétés sont détenues par des entreprises, souvent inactives depuis des années. Elles sont susceptibles d’encourir de lourdes pénalités fiscales, dues à la réglementation sur les sociétés &#8220;di comodo&#8221; ou à des pertes systémiques.</p>
<p>Avant de commencer à acheter, une analyse préventive est toujours recommandée, car de nombreuses erreurs sont commises lors de la phase de démarrage, de la création d’entreprise ou de l’achat de parts d’entreprises existantes. <strong>Nous fournissons un service précis de due diligence préventive</strong>; le coût du conseil est évidemment proportionnel à ce que l’on achète.</p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/les-impots-sur-la-maison-en-italie/">Pour ceux qui sont intéressés à déménager dans la péninsule, voir aussi: &#8220;Les impôts sur la maison en Italie&#8221;</a></p>
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<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><strong>Déménager en Italie: allègements fiscaux pour les contribuables à hauts revenus.</strong></blockquote>
</blockquote>
<p>Ce régime fiscal concerne toutes les personnes qui n’ont pas été fiscalement résidentes en Italie, pendant au moins neuf périodes d’imposition au cours des dix années précédant le début de la période d’allégement.</p>
<p>L&#8217;art. 24 Bis du TUIR, permettait à tous ceux qui voulaient s’installer en Italie, de payer un impôt de substitution de 100.000 € par an, indépendamment des revenus qu’ils avaient dans leur pays d’origine. Il est évident que cette facilité est avantageuse pour tous ceux qui ont des revenus élevés. Il est possible d’étendre le bénéfice aux membres de la famille en payant 25.000 € par an, pour chacun d’eux. L’impôt est à payer chaque année, à la date fixée pour le paiement du solde de l’impôt sur le revenu (30 juin). <strong>Pour ceux qui déménagent à partir de 2025, la taxe a été augmentée à € 200.000  par an et et depuis le 1er janvier 2026, la mème taxe a été portée à € 300.000.</strong></p>
<p>Comme pour les retraités, les nouveaux résidents peuvent choisir de ne pas appliquer le régime d’avantage à un ou plusieurs pays étrangers de leur choix.  De sorte qu’ils pourront bénéficier du crédit pour les impôts payés à l’étranger. Il est nécessaire d’exercer une option lors de la déclaration de revenus relative à la première année au cours de laquelle le nouveau résident déménage en Italie.</p>
<p>Afin d’être sûr de ne pas commettre d’erreur, il est possible de présenter une demande préalable, dans laquelle on demande à l’Agenzia delle Entrate, si le contribuable a les conditions pour pouvoir bénéficier de l’avantage fiscal. Avec cette facilitation le contribuable est exonéré de remplir le cadre Rw, dans le Modèle Unique, aux fins de surveillance fiscale. De cette façon il ne devra pas payer l’IVIE sur les immeubles et l’IVAFE sur les actifs financiers détenus à l’étranger.</p>
<p></p>
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<p>Pour ceux qui souhaitent déménager en Italie et bénéficier des allègements fiscaux comme celui pour les révenus élevés, voir aussi:</p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/avantages-fiscaux-pour-les-nouveaux-residents-etrangers-en-italie-avec-des-revenus-eleves/"> &#8220;Avantages fiscaux pour les nouveaux résidents étrangers en Italie, avec des revenus élevés&#8221;</a></p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p><strong><em>Nos professionnels sont disponibles pour une analyse personnalisée de la situation fiscale de ceux qui souhaitent s’installer en Italie. Evaluation à faire, à la lumière des récentes réformes réglementaires, ainsi que des conventions fiscales bilatérales signées par l’Italie et le pays d’origine.</em></strong></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-9551" src="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/11/bigstock-Piazza-Grande-In-Arezzo-Italy-120465065-300x204.jpg" alt="" width="606" height="412" srcset="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/11/bigstock-Piazza-Grande-In-Arezzo-Italy-120465065-300x204.jpg 300w, https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/11/bigstock-Piazza-Grande-In-Arezzo-Italy-120465065-768x522.jpg 768w, https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/wp-content/uploads/2023/11/bigstock-Piazza-Grande-In-Arezzo-Italy-120465065.jpg 900w" sizes="(max-width: 606px) 100vw, 606px" /></p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php"> Pour contacter nos professionels , vous pouvez visiter la section:&#8221;Consulenza Trubutaria&#8221;</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA REGOLARIZZAZIONE FISCALE DELL&#8217; IMMOBILE ESTERO.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 11:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[RESIDENTI ALL'ESTERO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antoni Gaudì &#8211;  Guell Park, Barcellona. Per regolarizzazione fiscale dell&#8217;immobile estero, si intende l&#8217;assolvimento dell&#8217;obbligo di monitoraggio ed il pagamento delle imposte mediante ravvedimento. Può capitare che, ad un certo punto, ci si renda conto di avere sempre avuto in famiglia la disponibilità un immobile oltre frontiera. Magari messo a reddito, oppure ceduto un paio...</p>
<p class="more-link-wrap"><a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-regolarizzazione-fiscale-dell-immobile-estero/" class="more-link">Read More<span class="screen-reader-text"> &#8220;LA REGOLARIZZAZIONE FISCALE DELL&#8217; IMMOBILE ESTERO.&#8221;</span> &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-regolarizzazione-fiscale-dell-immobile-estero/">LA REGOLARIZZAZIONE FISCALE DELL&#8217; IMMOBILE ESTERO.</a> proviene da <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it">Tutele Patrimoniali Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Antoni Gaudì &#8211;  Guell Park, Barcellona.</em></p>
<p><em><strong>Per regolarizzazione fiscale dell&#8217;immobile estero, si intende l&#8217;assolvimento dell&#8217;obbligo di monitoraggio ed il pagamento delle imposte mediante ravvedimento.<br />
</strong></em></p>
<p>Può capitare che, ad un certo punto, ci si renda conto di avere sempre avuto in famiglia la disponibilità un immobile oltre frontiera. Magari messo a reddito, oppure ceduto un paio di anni prima, senza averlo mai inserito in dichiarazione dei redditi. Queste situazioni, sono più comuni di quanto si pensi. Un tempo ampiamente trascurate, viste le difficoltà al monitoraggio e allo scambio dei dati fra gli stati, sono divenute oggi di maggiore attualità.</p>
<p>La cosa, in particolare, per i beni dislocati nell&#8217;Unione Europea, anche alla luce di norme come la Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, &#8220;Cooperazione amministrativa nel settore fiscale&#8221;, del 15 febbraio 2011 e successive. Le omissioni più ricorrenti sono rappresentante dal mancato assolvimento degli obblighi di monitoraggio. Seguono poi la mancata dichiarazione dell&#8217;Ivie, delle imposte da locazione e delle eventuali plusvalenze da cessione.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
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<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Le sanzioni in caso di mancata regolarizzazione dell&#8217;immobile estero e dei redditi da questo prodotti.<br />
</strong></em></p></blockquote>
</blockquote>
<p>Le sanzioni sono differenti, a seconda delle infrazioni commesse. Di conseguenza, varieranno anche le modalità per la loro regolarizzazione.</p>
<p><strong>Mancato monitoraggio fiscale.</strong> La più ricorrente e soprattutto la più odiosa delle ammende in materia, é quella per mancato monitoraggio fiscale. L’art.5 del D.L. 28 Giugno 1990 n.167, prevede una sanzione che va dal 3 al 15 per cento degli importi non dichiarati. Tale ammenda é incrementata dal 6 e al 30 per cento, se l&#8217;immobile si trova in un paradiso fiscale. E&#8217; bene tenere a mente che l&#8217;importo non dichiarato é il valore del bene immobile.</p>
<p><strong>Omessa dichiarazione Ivie.</strong> Altra sanzione direttamente connessa, é quella per la mancata liquidazione dell&#8217;IVIE, l&#8217;imposta sul valore dei beni immobili situati al’estero. Ai sensi del D.L. 6 Dicembre 2011 n.201, é equivalente a quella sul reddito delle persone fisiche. Questa si aggira dal 120 al 240% dell’ammontare delle imposte dovute e non dichiarate (Art. 1, co. 1 del D.Lgs. n. 471/97) e dal 90 al 180% in presenza di dichiarazione infedele ma presentata (Art. 1, co. 2 del D.Lgs. n. 471/97).</p>
<p><strong>Omessa dichiarazione redditi esteri (locazioni).</strong> Quanto alle imposte sulle eventuali locazioni estere, ricordiamo che, a prescindere quanto si sia già corrisposto all&#8217;erario del paese ospitante, esse devono essere dichiarate anche in Italia. Su di queste verranno applicate l&#8217;Irpef e le addizionali Regionali e Comunali del caso. Le sanzioni per omessa dichiarazione ammotano dal 240 al 480% della maggior imposta. Aumenteranno inoltre di 1/3 in quanto su redditi prodotti all&#8217;estero (Art.1, co.1, 7 e 8 del D.Lgs. n.471/97); andranno quindi dal 320 al 640%.</p>
<p>Per contro, in presenza di dichiarazione infedele, ma presentata, le sanzioni ammonteranno dal 180 al 360% della maggior imposta, aumentate di 1/3 in quanto su redditi prodotti all&#8217;estero (Art.1, co. 2, 7 e 8 del D.Lgs. n.471/97); andranno quindi dal 240 al 480%. Inoltre, non liquidando le imposte italiane nel Modello Unico, non si ha il diritto di potervi detrarre quelle straniere già pagate all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Omessa dichiarazione di plusvalenze estere.</strong> Per ultimo, ma non meno importante vi é il problema delle eventuali plusvalenze da cessione. Queste costituiscono reddito imponibile, nel caso in cui l&#8217;immobile estero é ceduto prima dei 5 anni dall&#8217;acquisto. La differenza fra il prezzo di acquisizione e quello di vendita costituisce reddito imponibile. Se ceduto tramite un notaio italiano, é possibile pagare immediatamente l&#8217;imposta sostitutiva del 26%. In difetto, qualora si effettuasse la compravendita all&#8217;estero, sarà necessario liquidare le imposte nel Modello Unico, pena la sanzione dal 120 al 240%, delle imposte dovute e non dichiarate, aumentate di 1/3 in quanto prodotte all&#8217;estero (Art.1, co.1 e 8 del D.Lgs. n.471/97).</p>
<p>L&#8217;importo da pagare si aggirerà quindi dal 160 al 320% dell&#8217;imposta non dichiarata.  Per contro, in presenza di dichiarazione infedele, ma presentata, le sanzioni ammonteranno dal 90 al 180% della maggior imposta, aumentate di 1/3 in quanto prodotte all&#8217;estero (Art.1, co. 2 e 8 del D.Lgs. n.471/97). Esse ammonteranno quindi dal 120 al 240%. Tutto ciò premesso, non resta che esaminare, le operazioni necessarie, al fine di procedere alla regolarizzazione fiscale dell&#8217;immobile estero.</p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/il-ravvedimento-del-quadro-rw/">Se non hai mai dichiarato i tuoi beni all&#8217;estero leggi: &#8220;Il ravvedimento del quadro RW&#8221;.</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/tassazione-della-casa-allestero/">Per maggiori informazioni vedi anche l&#8217;articolo: &#8220;La tassazione della casa all&#8217;estero&#8221;.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Le procedure di regolarizzazione fiscale: Il ravvedimento operoso.<br />
</strong></em></p></blockquote>
</blockquote>
<p>La regolarizzazione fiscale dell&#8217;immobile all&#8217;estero, trova nel ravvedimento operoso uno strumento valido per limitare i danni di un eventuale accertamento fiscale. Il ravvedimento operoso consente al contribuente di regolarizzare la propria posizione nei confronti del fisco, pagando sanzioni ridotte. Il contribuente può esercitare il ravvedimento anche in presenza di verifiche fiscali. Per contro, ciò non può essere fatto se ha ricevuto la notifica di accertamento e di pagamento delle imposte.</p>
<p>La legge di riferimento è l&#8217;articolo 13 del D.Lgs 472/97 &#8220;Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie&#8221;. In ogni caso, per esercitare il &#8220;ravvedimento operoso&#8221; è necessario aver depositato, la dichiarazione dei redditi per gli anni da regolarizzare. Per questo motivo, è sempre consigliabile presentarla a suo tempo, in modo da poterla sempre integrare, se necessario.</p>
<p>Ai casi di specie si applicano diversi tipi di ravvedimento:</p>
<p><strong>a)</strong> <strong>Regolarizzazione dell&#8217;obbligo di monitoraggio fiscale</strong>. È necessario presentare il quadro RW del Modello Unico, in cui saranno riportati i beni detenuti all&#8217;estero. Le penalità per mancata compilazione dovranno essere pagate, ma ridotte dal &#8220;ravvedimento&#8221;.</p>
<p><strong>b) Regolarizzazione della dichiarazione IVIE.</strong> Si dovà presentare il Modello Unico, con la liquidazione IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all&#8217;Estero) e pagare l&#8217;imposta. IVIE è pari allo 0,76% (dal 2024 è 1,06%) del valore degli immobili. Anche le penali e gli interessi dovranno essere pagati, ma ridotti con il &#8220;ravvedimento&#8221;.</p>
<p><strong>e) Regolarizzazione della mancata dichiarazione dei redditi esteri (affitti).</strong> Si dovrà presentare il Modello Unico, con i redditi da locazione esteri e liquidare l&#8217;Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), nonché le imposte addizionali regionali e comunali . È possibile detrarre le imposte pagate all&#8217;estero. Oltre alla tassa, dovranno essere pagate anche le sanzioni e gli interessi, ridotti a seguito del ravvedimento.</p>
<p><strong>d) Regolarizzazione dell&#8217;omessa dichiarazione di plusvalenze estere.</strong> Andà presentato il Modello Unico e riportate le plusvalenze estere, cioè la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto dell&#8217;immobile. Quest&#8217;ultima, che costituisce un reddito imponibile, sarà tassata ai fini dell&#8217;Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), nonché le imposte addizionali regionali e comunali . È possibile detrarre le imposte pagate all&#8217;estero. Oltre alla tassa, dovranno essere pagate anche le sanzioni e gli interessi, ridotti a seguito del ravvedimento.</p>
<p>Riportiamo di seguito, un riepilogo dell&#8217;importo delle sanzioni previste dal ravvedimento. Ciò in relazione al periodo nel corso del quale viene effettuata la rettifica.</p>
<table style="height: 481px;" width="658">
<tbody>
<tr>
<td width="321"><strong>I tempi del &#8220;Ravvediemento operoso&#8221;<br />
</strong></td>
<td width="321"><strong>L&#8217;entità delle sanzioni ridotte</strong><br />
<strong> article 13 du D.Lgs 472/97</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="321"><em>nei 90 giorni successivi la data della violazione</em></td>
<td width="321">da corrispondere: 1/9 della sanzione minima (solo in questo caso la sanzione minima é il 30% dell&#8217;imposta non versata)</td>
</tr>
<tr>
<td width="321"><em>entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all&#8217;anno nel corso del quale la violazione é stata commessa<br />
</em></td>
<td width="321">da corrispondere: 1/8 della sanzione minima</td>
</tr>
<tr>
<td width="321"><em>entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all&#8217;anno successivo a quello nel corso del quale la violazione é stata commessa </em></td>
<td width="321">da corrispondere : 1/7 della sanzione minima</td>
</tr>
<tr>
<td width="321">dopo la scadenza dei termini temporali sopra descritti</td>
<td width="321">da corrispondere : 1/6 della sanzione minima</td>
</tr>
<tr>
<td width="321">dopo la constatazione della violazione mediante PVC</td>
<td width="321">da corrispondere : 1/5 della sanzione minima</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Il pagamento della sanzione ridotta deve essere effettuato contemporaneamente alla regolarizzazione del pagamento della tassa o della differenza di imposta, nonché del pagamento degli interessi di mora calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera&#8221;. (Articolo 13 c.2 D.Lgs 472/97).</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/__trashed/">Per saperne di più sull&#8217;argomento leggi anche: &#8220;Il monitoraggio fiscale dei beni all&#8217;estero&#8221;.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><strong><em>Su queste ed altre problematiche sul tema del monitoraggio fiscale e regolarizzazione dell&#8217;immobile all&#8217;estero, i nostri professionisti forniscono assistenza completa. In particolare per coloro che desiderano acquistare immobili, detenere investimenti finanziari o partecipazioni oltre frontiera. Contattaci.</em></strong></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php">Incontra i nostri profesionisti alla sezione: &#8220;Consulenza tributaria in materia di patrimonio&#8221;.</a></p>
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			</item>
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		<title>LA RÉGULARISATION FISCALE DE L’IMMEUBLE À L’ÉTRANGER.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 23:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
		<category><![CDATA[RESIDENTI ALL'ESTERO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milan, classic architecture on the city center in the evening. Cet article concerne tous ceux qui ont leur résidence fiscale en Italie et détiennent des biens immobiliers dans d’autres pays. En résumé, on peut dire qu’en Italie, par régularisation fiscale de l&#8217;immeuble à l’étranger, on entend l’accomplissement de l’obligation de déclaration (suivi fiscal) et le...</p>
<p class="more-link-wrap"><a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-regularisation-fiscale-de-limmeuble-a-letranger/" class="more-link">Read More<span class="screen-reader-text"> &#8220;LA RÉGULARISATION FISCALE DE L’IMMEUBLE À L’ÉTRANGER.&#8221;</span> &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-regularisation-fiscale-de-limmeuble-a-letranger/">LA RÉGULARISATION FISCALE DE L’IMMEUBLE À L’ÉTRANGER.</a> proviene da <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it">Tutele Patrimoniali Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="light"><em>Milan, classic architecture on the city center in the evening.</em></p>
<p><em><strong>Cet article concerne tous ceux qui ont leur résidence fiscale en Italie et détiennent des biens immobiliers dans d’autres pays.</strong></em></p>
<p>En résumé, on peut dire qu’en Italie, par régularisation fiscale de l&#8217;immeuble à l’étranger, on entend l’accomplissement de l’obligation de déclaration (suivi fiscal) et le paiement des impôts.</p>
<p>Il peut arriver, qu’on se rende compte qu’on a toujours eu dans la famille la disponibilité d’un bien immobilier au-delà des frontières. Peut-être loué, ou cédé quelques années plus tôt, sans jamais le mettre dans la déclaration d&#8217;impots. Ces situations sont plus courantes que vous ne le pensez. Autrefois largement négligées, en raison des difficultés pour les États de surveiller et d’échanger les données, elles sont aujourd’hui de plus en plus d’actualité.</p>
<p>La chose, en particulier, pour les biens immobiliers non déclarés situés dans l’Union Européenne, également à la lumière de normes telles que la Directive 2011/16/UE du Conseil, &#8220;Coopération administrative dans le domaine fiscal&#8221;, du 15 février 2011 et suivantes. Les omissions les plus fréquentes sont le non-respect des obligations de déclaration (suivi fiscal). Viennent ensuite l’absence de déclaration de l’Ivie, des impôts sur les revenus locatifs et des éventuelles plus-values de cession.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php">Si vous avez besoin de contacter nos professionnels, vous pouvez aller à cette page.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Les sanctions en cas de non régularisation de l’immeuble étranger et des revenus de ce produits.<br />
</strong></em></p></blockquote>
</blockquote>
<p>Les sanctions sont différentes selon les infractions commises. Par conséquent, les modalités de leur régularisation varieront également.</p>
<p><strong>Absence de déclaration (suivi fiscal).</strong> La plus fréquente et surtout la plus odieuse des amendes en la matière, est celle pour défaut de déclaration (. L’article.5 du D.L. 28 juin 1990 n.167, prévoit une sanction allant de 3 à 15 pour cent des montants non déclarés. Cette amende est portée de 6 à 30 pour cent, si l’immeuble est situé dans un paradis fiscal. Il est bon de rappeler que le montant non déclaré est la valeur du bien immobilier.</p>
<p><strong>Pas de déclaration Ivie.</strong> Une autre sanction directement liée, est celle pour la non-liquidation de l’IVIE, la taxe sur la valeur des biens immobiliers situés à l’étranger. Au sens du D.L. 6 décembre 2011 n.201, elle est équivalente à celle sur le revenu des personnes physiques. Celle-ci est de 120 à 240% du montant des impôts dus et non déclarés (art. 1, co. 1 du D.Lgs. n. 471/97) et de 90 à 180% en présence de déclaration infidèle mais présentée (art. 1, co. 2 du D.Lgs. n. 471/97).</p>
<p><strong>Absence de déclaration de revenus étrangers (loyers).</strong>  En ce qui concerne les éventuelles locations à l’étranger, rappelons que, quelles que soient les sommes déjà versées au Trésor public du pays d’accueil, elles doivent également être déclarées en Italie. Sur celles-ci seront appliqués l’Irpef et les impôts Additionnels Régionaux et Communaux du cas. Les pénalités pour omission de déclaration s’élèvent de 240 à 480 % de la plus forte taxe. Ils augmenteront également de 1/3 car ce sont des revenus produits à l’étranger (Art.1, co.1, 7 et 8 du D.Lgs. n.471/97); ils iront donc de 320 à 640%.</p>
<p>Au contraire, en présence de déclaration infidèle mais présentée, les sanctions s’élèveront de 180 à 360% de la plus grande taxe, augmentées de 1/3 car ce sont des revenus produits à l’étranger (Art.1, co. 2, 7 et 8 du D.Lgs. n.471/97); elles iront donc de 240 à 480%. En outre, en ne déclarant pas les impôts italiens dans le Model Unico, vous n’avez pas le droit de déduire les impôts déjà payés à l’étranger.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/les-impots-sur-la-maison-en-italie/">Pour avoir un cadre général sur la taxation des immeubles, lire: &#8220;Le impots sur la maison en Italie&#8221;.</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/demenager-en-italie-allegement-fiscal-pour-les-retraites-et-les-contribuables-a-hauts-revenus/">&#8220;Demenager en Italie: allègements fiscaux pour les retraités et les contribuables à hauts revenus&#8221;.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><strong>Absence de déclaration de plus-values étrangères.</strong> Enfin, il y a le problème des éventuelles plus-values de cession. Celles-ci constituent le revenu imposable, dans le cas où l’immeuble étranger est cédé avant les 5 ans de l’achat. La différence entre le prix d’acquisition et le prix de vente constitue un revenu imposable. Si cédé par un notaire italien, il est possible de payer immédiatement la taxe de remplacement de 26%. Au contraire, si l’on effectue l’achat et la vente à l’étranger, il sera nécessaire de régler les taxes dans le Modèle Unique, sous peine de la sanction de 120 à 240%, des impôts dus et non déclarés, augmentés de 1/3 car produits à l’étranger (Art.1, co.1 et 8 du D.Lgs. n.471/97).</p>
<p>Le montant à payer sera donc de 160 à 320% de la taxe non déclarée. En revanche, en présence d’une déclaration infidèle mais présentée, les sanctions s’élèveront de 90 à 180% de la plus grande taxe, augmentées de 1/3 car produites à l’étranger (Art.1, co. 2 et 8 du D.Lgs. n.471/97). Elles s’élèveront donc de 120 à 240 %. Compte tenu de ce qui précède, il ne reste plus qu’à examiner les opérations nécessaires en vue de procéder à la régularisation fiscale de l’immeuble étranger.</p>
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Les procédures de régularisation fiscale : &#8220;Il ravvedimento operoso&#8221; (Repetance fiscale).</strong></em></p></blockquote>
</blockquote>
<p>La régularisation fiscale de l&#8217;immeuble à l’étranger, trouve dans la repentance fiscale un instrument valable pour limiter les dommages d’une éventuelle constatation fiscale. Le &#8220;ravvedimento operoso&#8221; permet au contribuable de régulariser sa position vis-à-vis du fisc, en payant des sanctions réduites. Le contribuable peut exercer le ravvedimento, même en présence de vérifications fiscales. En revanche, cela ne peut pas être fait, s’il a reçu la notification de constatation et de règlement des impôts.</p>
<p>La loi de référence est l’article 13 du D.Lgs 472/97. Dans tous les cas, pour exercer le “ravvedimento operoso”, il est nécessaire d’avoir déposé, la déclaration d’impôts pour les années à régulariser. Pour cette raison, il est toujours conseillé de presenter, la déclaration d’impôts, afin de pouvoir toujours la compléter, si le besoin s&#8217;en fait sentir. Des déclarations de revenus complémentaires devront donc être présentées, pour corriger celles originaires.</p>
<p>Différents types de repentance s’appliquent aux cas d’espèces:</p>
<p><strong>a) Régularisation de l’obligation de déclaration (suivi fiscal). </strong>Il est nécessaire de présenter le cadre RW du Modello Unico, dans lequel seront rapportés les biens détenus à l’étranger. Les pénalités pour défaut de compilation devront être payées, mais réduites par le &#8220;ravvedimento&#8221;.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>b) Régularisation de la déclaration IVIE.</strong> Vous devrez présenter le Modello Unico, avec la liquidation IVIE (Taxe sur la Valeur des Biens immobiliers à l’Étranger) et payer l&#8217;impôt. L’IVIE s’élève à 0,76% (à partir de 2024 il est de 1,06%) de la valeur des immeubles. Les pénalités et les intérêts devront également être payés, mais réduits avec le &#8220;ravvedimento&#8221;.</p>
<p><strong>c) Régularisation de l’absence de déclaration des revenus étrangers (loyers). </strong>Vous devrez présenter le Modello Unico, avec les revenus locatifs étrangers et liquider l’Irpef (impôt sur le revenu des personnes physiques) et les impôts Additionnels Régionaux et Communaux . Il est possible de décompter les impôts payés à l’étranger. En plus de la taxe, les pénalités et les intérêts, réduits à la suite de la repentance, devront être payés.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>d)</strong> <strong>Régularisation de l’absence de déclaration des plus-values étrangères. </strong>Vous devrez présenter le Modello Unico, et y rapporter les plus-values étrangères, c’est-à-dire la différence entre le prix de vente et le prix d’achat de l’immeuble. Celui-ci, qui constitue un revenu imposable, sera imposé aux fins de l’Irpef (impôt sur le revenu des personnes physiques). Il est possible de décompter les impôts payés à l’étranger. En plus de la taxe, les pénalités et les intérêts, réduits à la suite de la repentance, devront être payés.</p>
<p>Ci-dessous, un résumé du montant des sanctions prévues par la repentance fiscale. Ceci en relation avec la période au cours de laquelle la régularisation est effectuée.</p>
<table style="height: 481px;" width="658">
<tbody>
<tr>
<td width="321"><strong>Les temps du &#8220;Ravvediemento operoso&#8221; (repentance fiscale)</strong></td>
<td width="321"><strong>Montant des sanctions réduites</strong><br />
<strong> article 13 du D.Lgs 472/97</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="321"><em>dans les 90 jours suivant la date de l’infraction</em></td>
<td width="321">à payer : 1/9 de la sanction minimale (seulement dans ce cas la sanction minimale est 30% de l’impôt non payé)</td>
</tr>
<tr>
<td width="321"><em>dans le délai de présentation de la déclaration relative à l’année au cours de laquelle l’infraction a été commise</em></td>
<td width="321">à payer : 1/8 de la sanction minimale</td>
</tr>
<tr>
<td width="321">dans le délai de présentation de la déclaration relative à l’année suivant celle au cours de laquelle l’infraction a été commise</td>
<td width="321">à payer : 1/7 de la sanction minimale</td>
</tr>
<tr>
<td width="321">au-delà du délai mentionné ci-dessus</td>
<td width="321">à payer : 1/6 de la sanction minimale</td>
</tr>
<tr>
<td width="321">après la constatation de l’infraction par PVC</td>
<td width="321">à payer : 1/5 de la sanction minimale</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8220;Le paiement de la sanction réduite doit être effectué en même temps que la régularisation du paiement de la taxe ou de la différence, le cas échéant, ainsi que du paiement des intérêts moratoires calculés au taux légal avec maturation au jour le jour&#8221;. (Article 13 c.2 D.Lgs 472/97).</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/avantages-fiscaux-pour-les-nouveaux-residents-etrangers-en-italie-avec-des-revenus-eleves/">&#8220;Avantages fiscaux pour les nouveaux résident en Italie avec des revenus élevés.</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><em><strong>Nos professionnels sont à votre disposition pour vous aider dans les procédures de régularisation fiscale de l&#8217;immeuble à l’étranger. Aussi à la lumière des récentes réformes réglementaires, ainsi que des conventions fiscales bilatérales signées par l’Italie et les pays étrangers.</strong></em></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><em><strong><br />
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		<title>LE PLUSVALENZE DA CESSIONE, SU IMMOBILI OGGETTO DI INTERVENTI CON SUPERBONUS.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 19:17:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IMMOBILI E RISTRUTTURAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le plusvalenze da cessione su immobili, oggetto di interventi finanziati con il superbonus, sono imponibili fino a 10 anni, dalla loro ultimazione. Visto il costo esorbitante del superbonus, gravante sull&#8217;intera collettività e il vantaggio netto goduto solo da alcuni, il legislatore ha inteso riequilibrare le partite contabili, rivedendo l&#8217;imposizione sulle plusvalenze. Con la finanziaria 2024,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Le plusvalenze da cessione su immobili, oggetto di interventi finanziati con il superbonus, sono imponibili fino a 10 anni, dalla loro ultimazione. </em></strong></p>
<p>Visto il costo esorbitante del superbonus, gravante sull&#8217;intera collettività e il vantaggio netto goduto solo da alcuni, il legislatore ha inteso riequilibrare le partite contabili, rivedendo l&#8217;imposizione sulle plusvalenze. Con la finanziaria 2024, si sono pertanto modificati gli art.67 e 68 del TUIR, relativamente alle plusvalenze da cessione immobili. Come é noto, queste, sono imponibili solo se realizzate entro 5 anni dalla data di acquisto o costruzione. Sono sempre escluse quelle relative agli immobili ricevuti per successione.</p>
<p>Pertanto, dal 1 gennaio 2024, le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili, in relazione ai quali il cedente o gli altri aventi diritto abbiano eseguito gli interventi agevolati di cui all’articolo 119 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, e succ., che si siano conclusi da non più di dieci anni all’atto della cessione, sono imponibili. Restano esclusi gli immobili, adibiti ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari, per la maggior parte del periodo antecedente alla cessione. (Art.67 c.1, lett.b-bis DPR 617/86).  </p>
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><em><strong>I costi di costruzione e ristrutturazione, oggetto degli interventi agevolati. </strong></em></blockquote>
</blockquote>
<p>Come sappiamo, le plusvalenze sono calcolate mediante la differenza fra i ricavi e i costi di acquisto, costruzione o ristrutturazione. Qualora si sia fruito del superbonus al 110 per cento, (anche mediante sconto in fattura), non si terrà conto delle spese relative agli interventi agevolati. Questo, in particolare, se la cessione é fatta entro i 5 anni dalla conclusione dei lavori. Nel caso in cui l&#8217;operazione venga eseguita oltre i 5 anni, si potrà tenere conto del 50 per cento di tali spese. (Art.68 c.1 DPR 617/86).</p>
<p>La legge di bilancio continua, prevedendo che, in relazione agli immobili ceduti oltre i 5 anni, i quali hanno goduto degli interventi agevolati, il prezzo di acquisto o il costo di costruzione, è rivalutato in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. La plusvalenza é imponibile per cassa, ovvero nell&#8217;anno in cui viene incassato il corrispettivo. Se il corrispettivo viene percepito in più annualità, anche i relativi costi verranno imputati proporzionalmente. (Art.68 c.7 lett.f DPR 917/86).</p>
<hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><em><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/rivalutazione-partecipazioni-e-terreni-nella-finanziaria-2024/">Vedi anche: &#8220;Rivalutazione partecipazioni e terreni, nella finanziaria 2024&#8221;</a></em></p>
<hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:paragraph -->
<p>A seconda delle modalità con cui si é venuti in possesso dell&#8217;immobile, i costi da detrarre dal corrispettivo di vendita varieranno. <strong>a) Acquisto.</strong> In questo caso si tiene conto del costo di acquisizione (inclusi gli oneri fiscali, le spese notarili, di mediazione, le manutenzioni straordinarie&#8230;). <strong>b) Costruzione.</strong> Si considerano i costi di costruzione (inclusa la progettazione, gli oneri di urbanizzazione, le manutezioni straordinarie&#8230;). <strong>c) Donazione.</strong> Si parte dal prezzo di acquisizione o realizzazione pagato dal donante (più gli oneri fiscali, le spese notarili, di mediazione, di manutezione straordinaria&#8230;).</p>
<p>Infine, sebbene in linea generale, l&#8217;imposta applicabile alle plusvalenze su cessione di immobili con superbonus, sia l&#8217;IRPEF, ai sensi delle disposizioni introdotte qui sopra, si può optare per l’Imposta Sostitutiva dell’imposta sul reddito del <strong>26%</strong>, di cui all’articolo 1, comma 496, legge 23 dicembre 2005, n. 266.  Al fine di esercitare il diritto all&#8217;opzione, il venditore deve rendere una dichiarazione al notaio,  al momento della cessione, il quale provvederà al versamento della somma (Art.1 c.496 e ss. L.266/2005).</p>
<hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:separator -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><em><strong>Su queste ed altre problematiche, in materia di plusvalenze da cessione immobili, i nostri professionisti forniscono assistenza completa. Sotto i profili fiscale, tecnico e legale, sia per le transazioni nazionali, che estere. Forniamo assistenza anche in materia successoria.</strong> </em></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:separator --><hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:separator -->

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			</item>
		<item>
		<title>RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI E TERRENI NELLA FINANZIARIA 2024.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 16:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano &#8211; p.zza Cordusio La bozza della legge DDl 926A intitolata: &#8220;Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024&#8221;,  ripropone la riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni. Norma di riferimento é la progenitrice Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002), artt. 5 (Rideterminazione dei valori di acquisto di...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Milano &#8211; p.zza Cordusio</em></p>
<p><strong><em>La bozza della legge DDl 926A intitolata: &#8220;Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024&#8221;,  ripropone la riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni.</em></strong></p>
<p class="has-text-align-left">Norma di riferimento é la progenitrice Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002), artt. 5 (<em>Rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati</em>) e 7 <em>(Rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola)</em>;</p>
<p><strong>I. Le rivalutazioni dei terreni edificabili o con destinazione agricola;</strong> Questa agevolazione, interessa tutti coloro che operano al di fuori del regime di impresa, arte o professione, e risultano possessori alla data del 1° Gennaio 2024 di terreni edificabili o con destinazione agricola. Pertanto possono rivalutare i terreni: <strong>a)</strong> Le persone fisiche non in qualità di imprenditori; <strong>b)</strong> Gli enti non commerciali; <strong>c)</strong> Le società semplici; <strong>d)</strong> coloro che non risiedono in Italia e sono privi di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato.</p>
<p><strong>II. Le rivalutazioni delle partecipazioni di società non quotate;</strong> Anche in questo caso, si ripete quanto previsto per le rivalutazioni dei terreni. Sono ammessi tutti coloro che al 1° gennaio 2024 possiedono partecipazioni in società non quotate. Nello specifico: <strong>a)</strong> le persone fisiche, non in qualità di imprenditori. <strong>b) </strong>le società semplici e le società ed associazioni ad esse equiparate ai sensi dell’articolo 5 D.P.R. n. 917/1986. <strong>c)</strong> gli enti non commerciali. <strong>d)</strong> i soggetti non residenti. Questi ultimi, per le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti in Italia che non siano riferibili a stabili organizzazioni.</p>
<p><strong>III. Le rivalutazioni delle partecipazioni di società quotate.</strong> Già introdotta nel 2023, é la rideterminazione dei valori di acquisto anche per le partecipazioni negoziate in mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione. Saranno così ricalcolate ai fini fiscali le plusvalenze e le minusvalenze di natura finanziaria, relative ai titoli, alle quote o ai diritti negoziati di cui all&#8217;art.67 Comma 1 lett.c e c bis, posseduti alla data del 1 gennaio 2024. La rivalutazione permetterà di rideterminare il valore normale al mese di dicembre 2023, al posto di quello di acquisto. Anche ai fini della rivalutazione delle partecipazioni in società quotate, é necessaria la perizia di stima. Essa dovrà essere redatta, con le stesse modalità di quella utilizzata per i terreni e le partecipazioni.</p>
<hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Per chi detenesse partecipazioni tramite società estere, anche in paradisi fiscali segnaliamo l&#8217;articolo:</p>
<p><em><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-rivalutazione-delle-partecipazioni-opportunita-per-alcune-societa-non-residenti/">&#8220;La rivalutazione delle partecipazioni. Opportunità per alcune società non residenti&#8221;</a></em></p>
<p>In materia di tassazione delle plusvalenze da cessioni di immobili, novità della finanziaria 2024:</p>
<p><em><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/le-plusvalenze-da-cessione-su-immobili-oggetto-di-interventi-con-superbonus/">&#8220;Le plusvalenze da cessione su immobili, oggetto di interventi con superbonus&#8221;</a></em></p>
<hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:paragraph -->

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<p><strong>Rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni. Gli adempimenti e la procedura da seguire</strong>:</p>
<p><strong>I. La perizia di stima.</strong> Ai fini dell’ammissibilità della rivalutazione, é necessaria una perizia. Introdotta dai citati artt. 5 e 7 della Legge 448/2001 , 1) In caso di rivalutazione di terreni, richiederà l’intervento di un iscritto all’albo degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei dottori agronomi, degli agrotecnici, dei periti agrari e dei periti industriali edili. 2) Nel caso di rivalutazione di una quota sociale, la perizia sarà invece di competenza di un Revisore dei Conti , di un Dottore Commercialista o di un iscritto all’Albo degli Esperti Contabili. La perizia, a cui si applica l’art.64 del Codice di Procedura Civile, ai fini delle responsabilità per chi la redige, deve essere giurata entro il 30 Giugno 2024 presso un notaio, un giudice di pace o la Cancelleria di un Tribunale.</p>
<p>Per molti anni, tema controverso é stato se fosse efficace una perizia giurata in data posteriore alla compravendita. Con Risoluzione n.53/E del 27 Maggio 2015, l’Agenzia delle Entrate, riprendendo le numerose pronunce della Suprema Corte di Cassazione in materia, ha ammesso l’efficacia ai fini fiscali della perizia di stima, anche se questa venga giurata successivamente al rogito, ma sempre entro i termini di legge. La perzia di stima é deducibile dal reddito dell&#8217; impresa nell&#8217;anno in cui viene redatta e nei quattro successivi.</p>
<p><strong>II. Il pagamento dell’imposta sostitutiva.</strong> La procedura di affrancamento, si completa con il pagamento dell’imposta sostitutiva che, <strong>per l’anno 2024 viene calcolata nel 16%</strong> del nuovo valore rivalutato. Questo, sia per i terreni che per le quote sociali. E’bene tenere a mente che essa si applica sull’intero nuovo valore e non sulla differenza fra il costo originario e l’importo ottenuto con la nuova stima. L’imposta, da versare tramite F24 entro il 30 Giugno 2024, può essere suddivisa in tre rate di pari importo. La prima da versarsi entro la scadenza citata e le altre, nei due anni successivi. Per le rate successive, la nuova norma prevede un interesse del 3%.  In caso di mancato versamento, il ravvedimento operoso é ammesso esclusivamente per la seconda e la terza rata. Non potrà essere utilizzato per la prima, che va versata entro i termini, pena inefficacia dell’affrancamento.</p>
<div class="wp-block-buttons">
<div><strong>III. Gli obblighi dichiarativi.</strong></div>
<div> </div>
<div class="wp-block-button">Infine segnaliamo che la procedura di affrancamento deve trovare riscontro nelle dichiarazioni dei redditi dei titolari dei terreni e delle partecipazioni. Nel modello Unico PF relativo all’anno in cui é stata effettuata la rivalutazione, dovranno essere riportati i dati dei nuovi valori e delle relative imposte sostitutive da versare. Ecco quanto la bozza del nuovo modello Unico 2024, prevede in materia di rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni:</div>
<div> </div>
<div class="wp-block-button"><strong>a)</strong> In caso di rivalutazioni di terreni, il Modello Unico 2024 al <strong>quadro RM (Redditi soggetti a tassazione separata e ad imposta sostitutiva. Rivalutazione dei terreni)</strong>, prevede una sezione X, in cui riportare al rigo RM20 (colonna 1), il valore rivalutato, l’imposta sostitutiva dovuta (colonna 2), l’imposta versata (colonna 3), l’imposta da versare (colonna 4), ed eventuali rateizzazioni (colonna 5);</div>
<div> </div>
<div class="wp-block-button"><strong>b) </strong>In caso di rivalutazioni di partecipazioni, il Modello Unico 2024 al <strong>quadro RT (plusvalenze di natura finanziaria)</strong>, prevede una sezione VII. In esse dovrà essere riportato, al rigo RT105 (colonna 1) il valore rivalutato, l’aliquota (colonna 2), l’imposta sostitutiva dovuta (colonna 3), l’imposta versata (colonna 4), l’imposta da versare (colonna 4), imposta da versare (colonna 5) ed eventuali rateizzazioni e pagamenti cumulativi (colonne 6 e 7);</div>
</div>
<hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:buttons -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><em>Su queste ed altre problematiche, in materia di rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni, i nostri professionisti forniscono assistenza completa, sia sotto il profilo fiscale che per quanto riguarda le perizie tecniche di stima degli immobili e degli altri beni aziendali. </em></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:separator --><hr class="wp-block-separator" /><!-- /wp:separator -->

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<div class="wp-block-buttons"><!-- wp:button -->
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php">Per una panoramica completa sull&#8217;argomento, vai alla sezione: &#8220;Consulenza Tributaria&#8221;</a></div>
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		<title>IL MONITORAGGIO FISCALE DEI BENI ALL&#8217;ESTERO.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[e_jejhdwury98]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 00:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PATRIMONIO E FISCO]]></category>
		<category><![CDATA[RESIDENTI ALL'ESTERO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;articolo 4 del D.L.167 del 1990 impone ai contribuenti di comunicare annualmente le attività finanziarie e patrimoniali detenute all&#8217;estero. Scopo della norma é di consentire il monitoraggio su tutte quelle attività situate all&#8217;estero, suscettibili di essere produttive di reddito imponibile. Il monitoraggio fiscale dei beni esteri, é parimenti considerato dal legislatore, elemento essenziale al contrasto...</p>
<p class="more-link-wrap"><a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/__trashed/" class="more-link">Read More<span class="screen-reader-text"> &#8220;IL MONITORAGGIO FISCALE DEI BENI ALL&#8217;ESTERO.&#8221;</span> &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/__trashed/">IL MONITORAGGIO FISCALE DEI BENI ALL&#8217;ESTERO.</a> proviene da <a href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it">Tutele Patrimoniali Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>L&#8217;articolo 4 del D.L.167 del 1990 impone ai contribuenti di comunicare annualmente le attività finanziarie e patrimoniali detenute all&#8217;estero.</strong> </em></p>
<p>Scopo della norma é di consentire il monitoraggio su tutte quelle attività situate all&#8217;estero, suscettibili di essere produttive di reddito imponibile. Il monitoraggio fiscale dei beni esteri, é parimenti considerato dal legislatore, elemento essenziale al contrasto dell&#8217;evasione e del riciclaggio. La comunicazione viene effettuata mediante la compilazione del quadro RW del modello Unico, nel quale vengono anche calcolate l&#8217;Ivie e l&#8217;Ivafe.</p>
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Monitoraggio fiscale delle attività all&#8217;estero: i soggetti obbligati.</strong></em></p></blockquote>
</blockquote>
<p>Sono obbligate le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società semplici e i soggetti equiparati che risiedono in Italia. Rientrano nell&#8217;obbligo anche le persone fisiche titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomo. Le persone fisiche devono essere residenti, ovvero devono aver trascorso nel nostro paese la maggior parte del periodo di imposta. In alternativa dovranno essere stati iscritti nell&#8217;anagrafe della popolazione residente o avere in Italia il domicilio o la residenza come individuato dal Codice Civile.</p>
<p>Stessa cosa vale anche per gli enti non commerciali, le società semplici e i soggetti equiparati. Essi si considerano residenti se hanno avuto per la maggior parte del periodo di imposta, la sede legale, l&#8217;amministrazione o l&#8217;oggetto sociale, nel territorio dello stato. Anche i Trust e affini, si considerano residenti in Italia, se almeno uno dei disponenti e beneficiari é fiscalmente residente nel territorio dello stato. In caso di Trust istituiti in paradisi fiscali, la residenza scatta automatica se un soggetto residente effettui atti dispositivi verso di loro.</p>
<p>Per le attività cointestate, l&#8217;obbigo ricade su tutti i cointestatari. In presenza di un immobile gravato da usufrutto e da una nuda proprietà, obbligati saranno il nudo proprietario e l&#8217;usufruttuario. Qualora i beni fossero pervenuti per eredità o donazione, saranno chiamati ad adempiere gli eredi o i donatari. Infine, in caso di intestazione fiduciaria estera, l&#8217;obbligo restarà in capo al fiduciante residente.</p>
<hr class="wp-block-separator" />
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/la-regolarizzazione-fiscale-dell-immobile-estero/">In materia di beni non dichiarati otre frontiera si veda: &#8220;La regolarizzazione fiscale dell&#8217;immobile estero.&#8221;</a></p>
<hr class="wp-block-separator" />
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Monitoraggio fiscale delle attività all&#8217;estero: cosa deve essere dichiarato.</strong></em></p></blockquote>
<p><strong>Le attività finanziarie. </strong>Sono tutte quelle attività da cui derivano redditi di capitale o di natura diversa (Art.44 e 67 del D.Lgs 917/86). Nello specifico si intendono: le partecipazioni al capitale di società estere, di fondazioni e trust esteri. Inoltre, dovranno essere dichiarate, le obbligazioni estere, i titoli pubblici e i titoli pubblici italiani emessi all&#8217;estero, i titoli non rappresentativi di merce e i certificati di massa, emessi da non residenti. Sono sottoposti all&#8217;obbligo di monitoraggio, anche coloro che posseggono valute estere, depositi e conti correnti bancari presso istituti di credito esteri.</p>
<p>Inoltre, dovranno essere comunicati se stipulati con soggetto estero, senza intermediario residente. <strong>a)</strong> I contratti di natura finanziaria (es. finanziamenti, assicurazioni sulla vita). <strong>b)</strong> Rapporti di previdenza complementare. <strong>c)</strong> Rapporti finanziari e contratti derivati. <strong>d)</strong> I diritti di acquisto o di sottoscrizione relativi ad azioni estere o strumenti finanziari<br />
assimilati; <strong>e)</strong> Metalli preziosi allo stato grezzo o sottoforma di monete, detenute all&#8217;estero. Infine dovranno essere dichiarate anche le attività finanziarie in Italia, detenute tramite soggetti non residenti (es.fiduciarie).</p>
<p><strong>Le attività di natura patrimoniale. </strong>Sono quei beni materiali detenuti all&#8217;estero, in grado di produrre reddito imponibile in Italia. In primo luogo gli immobili e i diritti reali su di questi, quali ad esempio l&#8217;usufrutto. Anche gli immobili in multiproprietà ricadono nell&#8217;obbligo di segnalazione. Identico onere, riguarda le opere d&#8217;arte e gioielli detenuti in cassette di sicurezza.</p>
<p>Infine sono sottoposti all&#8217;obbligo di monitoraggio fiscale, anche i beni mobili esteri registrati presso i competenti organismi stranieri. Per fare un esempio le navi da diporto, ovvero tutto ciò che avrebbe le caratteristiche per essere registrato in Italia. Come per le attività finanziarie, anche i beni immobili situati in Italia, ma detenuti tramite fiduciarie estere, devono essere riportate nel quadro RW del Modello Unico.</p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/ivie-e-ivafe-le-patrimoniali-estere/">Per una panoramica completa sull&#8217;argomento vedere anche: &#8220;IVIE e IVAFE. Le patrimoniali estere.&#8221;</a></p>
<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/il-ravvedimento-del-quadro-rw/">Se non hai mai dichiarato le tue attività all&#8217;estero, vedi l&#8217;articolo: &#8220;Il ravvedimento del quadro RW&#8221;</a></p>
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<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Oltre ai possessori formali, obbligato al monitoraggio é anche il titolare effettivo.</strong></em></p></blockquote>
</blockquote>
<p>Nei casi in cui gli asset patrimoniali esteri siano detenuti da soggetti giuridici con sede in quei paesi, per conto di residenti in italia, l&#8217;articolo 4 del D.L. 167 del 1990, prevede altresì l&#8217;obbligo di monitoraggio fiscale per i beni esteri, anche da parte dei titolari effettivi. Questi sono tutti coloro che, pur non essendo possessori diretti di investimenti, attività finanziarie e cripto-attività, ne hanno indirettamente la disponibilità.</p>
<p><strong>Società di capitali.</strong> Nelle società non quotate, i titolari effettivi, sono le persone fisiche che controllino direttamente o indirettamente il 25% + 1 del capitale sociale. In tutti gli altri casi, sono la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione dell&#8217;entità giuridica.</p>
<p><strong>Fondazioni e Trust.</strong> Sono obbligati i beneficiari determinati (vested), qualora vene siano, che controllino una quota del 25% o superiore del patrimonio. In caso di beneficiari indeterminati (contingent), é obbligata la categoria di persone nel cui interesse principale è istituito o agisce il soggetto giuridico. In ogni caso, l&#8217;onere ricade sulla persona fisica o le persone fisiche, che esercitano il controllo su una quota del 25% o superiore del patrimonio.</p>
<p><strong>Non sono obbligate</strong> al monitoraggio fiscale dei beni detenuti all&#8217;estero, le società residenti in Italia. In effetti, lo Stato italiano, attraverso i suoi organi ispettivi, ha già a disposizione i mezzi dichiarativi ordinari, al fine di effettuare le verifiche necessarie. Pertanto non saranno obbligati a redigere il quadro RW del modello Unico, nemmeno i detentori di partecipazioni di queste.</p>
<blockquote>
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Monitoraggio fiscale delle attività all&#8217;estero: i soggetti esonerati.</strong></em></p></blockquote>
</blockquote>
<p><strong>Le società residenti e gli apparati dello Stato.</strong> Non sono soggetti all&#8217;obbligo di monitoraggio fiscale dei beni esteri, le società di capitali e le società di persone. Inoltre, non lo sono le società di fatto e le società cooperative. Fanno eccezione le società semplici che, per contro, ne sono gravate. Inoltre sono esentati i soggetti di cui all&#8217;art.74 del TUIR. Nello specifico: gli organi e le amministrazioni dello Stato, i comuni e i consorzi tra gli enti locali. Sono esonerate anche le associazioni e gli enti gestori del demanio collettivo, le comunità montane, le provincie e le regioni.</p>
<p><strong>Gli OICR e i Fondi Immobiliari.</strong> Non vi rientrano nemmeno gli OICR, Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, in quanto gli investimenti detenuti non sono produttivi di reddito imponibile. Sono per contro obbligate al monitoraggio le casse professionali, qualora istutituite nella forma di associazione o fondazione (Cass.17961 del 24 Luglio 2013). Non sono soggetti i fondi immobiliari non imponibili, e quelli per le forme pensionistiche complementari soggette ad imposta sostitutiva.</p>
<p><strong>Alcune tipologie di dipendenti pubblici.</strong> Coloro la cui residenza in Italia é determinata per legge sono altresì esentati dagli obblighi di monitoraggio fiscale. Nello specifico chi lavora all&#8217;estero per lo Stato italiano, o per un suo ente, presso organizzazioni internazionali a cui il nostro paese aderisce. Non compilano il quadro RW nemmeno i dipendenti pubblici residenti all&#8217;estero per necessità lavorative. Oltre a questi, che mantengono ai fini fiscali la residenza in Italia, é estesa l&#8217;esenzione (a determinate condizioni),  anche ai familiari.</p>
<p>L&#8217;esonero ha termine con il loro rientro in Italia. Durante la permanenza all&#8217;estero, questi hanno comunque l&#8217;obbligo di dichiarare i redditi provenienti dagli investimenti oltre confine. Per tutti gli altri residenti in Italia che lavorano all&#8217;estero, queste disposizioni, non valgono. Questi ultimi, come tutti, saranno sottoposti annualmente agli obblighi ordinari di monitoraggio fiscale.</p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://www.blog.tutelepatrimoniali.it/tassazione-della-casa-allestero/">Per una panoramica completa in materia di immobili si veda: &#8220;La tassazione della casa all&#8217;estero.&#8221;</a></p>
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<p><strong><em>Su queste ed altre problematiche sul tema del monitoraggio fiscale dei beni all&#8217;estero e al ravvedimento del quadro Rw, i nostri professionisti forniscono assistenza completa. In particolare per coloro che desiderano acquistare immobili, detenere investimenti finanziari o partecipazioni all’estero. Contattaci.</em></strong></p>
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<p><a class="wp-block-button__link" href="https://tutelepatrimoniali.it/pages/consulenza_tributaria.php">Incontra i nostri professionisti alla sezione: &#8220;Consulenza tributaria in materia di patrimonio&#8221; </a></p>
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